Gli Studi sull’ESP e sulla Reincarnazione: in cerca di conferme

Gli Studi sull’ESP e sulla Reincarnazione: in cerca di conferme

L’idea che esistano le percezioni extra-sensorie e la Reincarnazione è spesso molto osteggiata, sia dalla Scienza ufficiale, che da tante persone.

Si arriva persino ad offendere e denigrare coloro che sentono e vivono in un modo diverso da quello “ufficialmente” validato.

Perché? Cosa si teme? Cos’ha mai di così terribile l’idea che esistano più vite?

O l’idea che si possa riuscire a sviluppare alcuni sensi, come la vista interiore, l’udito sottile, e altri di cui siamo tutti naturalmente dotati?

Che male farebbe, se tutto questo fosse reale?

Io proprio non riesco a comprenderlo.

La cosa che capisco sono gli interessi economici di alcune grandi multinazionali, ma per gli altri, sapere che in realtà possiamo vedere oltre, sentire oltre e vivere più vite, e quindi possiamo temere meno la morte o la perdita di persone amate, dovrebbe solo essere motivo di conforto e di speranza.

Le ricerche nel campo dell’ESP

Ci sono moltissimi studi sull’ESP (Extra Sensory Perception): dal dott. Edgar Mitchell, al prof. C.J. Ducasse, al dott. Martin Ebon, alla dott.ssa Helen Wambach, alla dott.ssa Gertrude Schmeidler, al dott. Frederick Lenz e alla dott.ssa Edith Fiore, e questi sono solo alcuni nomi.

Certo, scienziati poco conosciuti, proprio perché non presi troppo in considerazione dalla Scienza “ufficiale”.

Ma sono studiosi che hanno condotto rigorose ricerche, in seguito verificate e ripetute da altri stimati clinici e scienziati.

Le prove addotte a sostegno sono schiaccianti.

Possibile che siano tutti errori e illusioni?

Esistono milioni di persone che quotidianamente hanno esperienze di questo tipo: sono tutti degli invasati in cerca di notorietà?

O sono tutti dei pazzi, come taluni si permettono di sostenere?

Mi domando come si possa continuare a negare che queste esperienze siano reali, che simili esperimenti hanno una validità e che tali persone non solo esistano, ma siano dotate di un’intelligenza, come qualunque altra persona.

Le ricerche sulla Reincarnazione

Esistono sempre più studi, ricerche e ricercatori che hanno diretta esperienza di fenomeni che si possono spiegare solo con la teoria della Reincarnazione.

Mi riferisco agli studi sulla regressione, nei quali si utilizzano l’ipnosi o il rilassamento profondo.

In questa direzione si è espresso, tra gli altri, il dott. Brian Weiss, che ha dovuto, suo malgrado e non ostante il suo acre scetticismo, concordare con la teoria della Reincarnazione.

Le tante esperienze che ha avuto con i suoi numerosissimi pazienti, lo hanno irrimediabilmente convinto dell’esistenza di più vite.

Ed anche dell’esistenza di un spazio-tempo, al di fuori di quello delle reincarnazioni, durante il quale non soltanto si è vivi, ma anche si impara, ci si evolve, si svolgono compiti e funzioni particolari, e si prepara la nuova incarnazione.

Il dott. Weiss ha anche ricevuto numerosi messaggi da particolari “Entità”, che lui ha poi nominato “Maestri”, i quali gli hanno fornito insegnamenti e informazioni utili per il suo lavoro e per la sua vita.

E come il dott. Weiss, molti altri Psichiatri e Psicoterapeuti che lavorano con l’ipnosi e con il rilassamento profondo, concordano su tali fenomeni.

Sono tutti invasati, ciarlatani, squilibrati o chissà cos’altro?

Come si può continuare a sottovalutare e squalificare l’esistenza e l’esperienza di milioni di persone, e sentirsi nel giusto?

Le teorie alternative alla Reincarnazione non convincono

Sono state fatte numerose ipotesi per tentare di screditare l’idea della Reincarnazione, o, comunque, per cercare delle spiegazioni alternative.

Tra queste, la teoria della “Memoria Genetica o Cellulare” e quella dell’Inconscio Collettivo, di C.G.Jung.

Tali teorie non sono sufficienti a spiegare perché una persona che accede ai ricordi di una sua vita passata, riesce a guarire, anche completamente, da sintomi che la affliggono in questa vita.

Infatti, la Memoria Genetica o Cellulare richiede un passaggio continuo e ininterrotto di materiale genetico, da generazione a generazione.

Le memorie di vite passate parlano di vite estremamente distanti tra loro, in Paesi diversi, con destini diversi (morti precoci, vite senza figli, morti collettive a seguito di fenomeni naturali o altro, ecc.).

Tutte situazioni dove il materiale genetico terminava e non veniva trasmesso: dunque, non si può trattare di Memoria Genetica.

L’Inconscio Collettivo, non sarebbe acquisito personalmente, ma ereditato e già presente nel cervello umano, e conserverebbe immagini e simboli, valevoli, più o meno, per tutte le epoche e tutte le culture.

Dunque non si tratterebbe di memorie vere e proprie, ma di significati più universali che accomunano tutti gli esseri umani, e che vengono espressi da simboli e modelli.

Nulla a che fare con i ricordi precisi e dettagliati che vengono riportati da chi rivive esperienze di vite precedenti.

Inoltre, nessuna di queste teorie, spiega i ricordi associati al tempo di mezzo, quello tra una incarnazione e la successiva.

E tuttavia, anche le memorie di questi spazi intermedi sono chiare e ricche di dettagli e apprendimenti, per coloro che vivono tali ricordi.

E, in ogni caso, nessuna di queste teorie è sufficiente a spiegare le guarigioni e il senso di pace e benessere acquisito dalle persone che hanno avuto queste esperienze, né i cambiamenti così profondi e indelebili della loro personalità.

Conclusioni

Io, così come quasi tutti gli autori che ho successivamente studiato e letto, sono nata scettica e praticamente senza alcun insegnamento religioso, quindi ho sempre prestato poca attenzione a chi parlava di reincarnazione, Aldilà e cose simili.

Certamente, avere avuto, in seguito, alcune esperienze particolari, mi ha obbligata a prendere in considerazione aspetti che fino ad allora avevo escluso dal mio campo di interesse.

Ma, poi, ho anche studiato, letto, confrontato le mie esperienze con quelle di altre persone.

E, sopratutto, non ho mai offeso chi non la pensava come me.

Posso comprendere lo scetticismo, il bisogno di prove o conferme, ma nessuna ragione giustifica gli insulti dedicati a chi si occupa di queste cose.

Se non si desidera prendere in considerazione altri punti di vista, ok, ma bisogna rispettare chiunque.

D’altronde, mi pare che nessuno sia realmente in grado di fornire prove assolutamente certe di ciò in cui crede, qualunque cosa sia.

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2 risposte

  1. Daniela ha detto:

    Io credo nella reincarnazione, in una delle mie vite passate, ho potuto vedere da dove nasce un problema della mia vita attuale.
    Penso che se una persona non ha avuto la fortuna di avere un’esperienza concreta, spesso non crede, siamo inseriti in un mondo talmente materiale che a volte non ci arrendiamo neanche di fronte all’evidenza, vediamo e sentiamo solo ciò che vogliamo vedere e sentire, è questo il nostro limite più grande, dovremmo prestare più attenzione alle nostre sensazioni anziché continuare a bloccarle.

    • Cristiana ha detto:

      Sono perfettamente d’accordo con te, cara Daniela, servono esperienze personali. E anche un po’ di educazione a volte!
      Ti ringrazio tanto per il tuo ricco commento!

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