Chi sono
Ho lavorato per quasi 25 anni come Psicologa-Psicoterapeuta, regolarmente iscritta all’Ordine professionale, ma le sue logiche e i suoi vincoli burocratici, da una parte, e il mio percorso di risveglio personale, dall’altra, mi hanno portata a
concludere quel ciclo uscendo da quel contesto, per aprire una prospettiva nuova, più fedele alla mia vocazione.
Oggi, unisco la mia formazione e la mia esperienza a un approccio profondo e creativo, capace di parlare all’Anima e alla vita reale.
Non si tratta di prestazioni sanitarie, psicologiche o psicoterapeutiche, ma di attività, individuali e di gruppo, orientate al riequilibrio psico-corporeo, alla gestione delle emozioni, alla conoscenza di sé, allo sviluppo del potenziale umano e al risveglio del Sé Superiore, con un approccio integrato e olistico.
Cosa differenzia il mio lavoro da quello di uno psicologo-psicoterapeuta.
Il lavoro che svolgo oggi nasce dalla mia formazione in psicologia e psicoterapia, ma, adesso, parte da un presupposto diverso.
La psicologia tradizionale lavora all’interno della realtà così come la conosciamo: considera il mondo, la famiglia, i ruoli sociali e la storia personale come il contesto reale entro cui trovare il proprio equilibrio.
Il suo obiettivo è aiutare la persona a stare meglio dentro questa realtà: comprendere i propri vissuti, elaborare i traumi, migliorare le relazioni, trovare un maggiore benessere psicologico.
Per molti aspetti questo lavoro può essere utile e importante. Anch’io ho lavorato per anni in questo modo.
Nel tempo, però, la mia esperienza mi ha portata a vedere un limite fondamentale di questo approccio: la psicologia tradizionale dà per scontato che il sistema in cui viviamo sia la sola realtà vivibile, e quindi lavora per aiutare le persone ad adattarsi meglio ad esso.
Io, al contrario, parto dall’idea che gran parte della realtà che viviamo – soprattutto nei legami familiari e nei ruoli che ereditiamo – sia composta da strutture di condizionamento, aspettative e illusioni che tengono la persona imprigionata in dinamiche che non le appartengono veramente.
Questo significa che il mio lavoro non si limita a comprendere o a gestire queste dinamiche, ma mira a riconoscerle con chiarezza e uscirne.
In particolare, lavoro sul riconoscimento dei legami di appartenenza al sistema familiare, che spesso agiscono in modo invisibile ma potentissimo: lealtà inconsce, ruoli assegnati, obblighi emotivi, sensi di colpa e destini interiori che la persona porta avanti senza accorgersene.
Quando questi legami vengono visti con chiarezza, diventa possibile compiere un passaggio molto più radicale: separare ciò che appartiene veramente alla propria vita da ciò che invece è stato ereditato e imposto, spesso senza che la persona se ne renda conto.
Questo passaggio può cambiare profondamente la direzione di una vita.
È un percorso che unisce comprensione psicologica, lucidità interiore e lavoro di consapevolezza per uscire da schemi che tengono la persona imprigionata.
In questo senso, non si tratta di adattarsi meglio alla realtà così com’è, ma di vedere con chiarezza ciò che nella nostra vita è reale e ciò che è solo un condizionamento.
Nel mio approccio, la Spiritualità non è un insieme di credenze e di pratiche rituali.
Con Spiritualità io intendo espansione della coscienza e della consapevolezza che porta all’intuizione profonda di un’altra dimensione dell’Essere senza però negare quella terrena e materiale.
In questa prospettiva, il processo di integrazione è più ampio e profondo insieme poiché coinvolge le diverse dimensioni dell’essere umano.
Per approfondire: https://psicolistica.it/domande-risposte/ e qui: https://psicolistica.it/il-percorso/
