FEDE E FIDUCIA

FEDE E FIDUCIA

Cosa si intende per Fiducia? E per Fede? Sono la stessa cosa?

Di cosa abbiamo bisogno per poterci fidare? E per poter avere Fede?

Per quanto mi riguarda questi due temi occupano una posizione centrale, sia nella mia vita, sia, da quanto ho imparato in questi anni, nella vita delle persone che ho incontrato.

Sono temi “caldi”, “difficili” e impegnativi.

Io considero Fiducia e Fede come una il proseguimento dell’altra: entrambe nascono all’interno della persona; ma la Fiducia ha una relazione con la realtà e può entrare in un circolo virtuoso con essa, ricevendone dei supporti, delle risposte che tendono a consolidarla, in modo che ci si possa fidare sempre un po’ di più, in un percorso di crescita reciproca.

La Fede, invece, presuppone un credere in totale assenza di prove e di sostegni.

Devo avere la Fede prima che si realizzi qualcosa e prima di riceverne dei segnali, e devo saperla nutrire qualunque cosa accada, cioè a dire, anche quando sembra che le cose vadano in modo opposto a quello desiderato.

E’ molto semplice “avere fede” quando va tutto bene!

Però, posso avere Fede, secondo me, se ho prima imparato ad avere Fiducia, che in tal modo, appare come una sorta di palestra e di propedeutica.

Avere Fiducia, richiede, infatti, comunque una dose di “coraggio”, il quale, a sua volta, si fonda sulla fiducia in sé stessi. Vedi qui la fiducia in sé stessi

Il primo vero atto di Fiducia, è proprio quello nei nostri confronti, e quando tendiamo a non fidarci degli altri, o della vita, è proprio perché non siamo profondamente convinti di noi stessi.

Quando si impara ad avere Fiducia, e in particolare in sé stessi, allora ci si può avventurare nel cammino della Fede, che va decisamente oltre alla realtà concreta, e inizia a contemplare territori che sfuggono ai sensi ordinari, e che fanno riferimento agli altri sensi, quelli interiori.

Pare infatti, che siamo dotati di 21 sensi, e non solo di 5, come ci è stato insegnato.

Avere Fede, implica, secondo me, procedere ad occhi bendati, deprivati delle sensazioni che normalmente ci occorrono per far fronte alla realtà e ci aiutano ad  adattarci ad essa, facendosi guidare da un intuito interiore e profondo che ha come sostegno la Fiducia in sé stessi.

Perché Fiducia e Fede sono sentimenti fondamentali?

Perché, in base alla mia esperienza, senza queste non ci si può veramente avvicinare né alla propria “vera” vita né alla propria vera “guarigione”.

Con “vera vita e vera guarigione” intendo dire che, a quanto osservo, sono molte le persone che vivono una realtà molto di superficie, fatta di comportamenti ed eventi di routine, per così dire; che non vogliono o non possono approfondire il significato del loro stare al mondo; che non  scelgono mai veramente, anche quando convinti di farlo; che non giungono a conoscere sé stessi veramente, né a sviluppare significative e calde relazioni umane con le altre persone, molto spesso nemmeno col partner.

Incontro spessissimo situazioni di questo tipo: persone che tentano con tutta la loro volontà di vivere ed essere soddisfatti, ma il loro stesso comportamento li tradisce.

Sono quasi sempre ansiosi, si arrabbiano facilmente, non riescono a sorridere, ingoiano frustrazioni, e tentano di anestetizzarsi irrigidendosi, diminuendo il contatto con sé stessi e il proprio corpo, in modo da soffrire il meno possibile, ma impedendosi, in tal modo, anche di accedere alle vere emozioni.

O, al contrario, si dedicano interamente a ricercare solo gratificazioni esterne e materiali, di ogni tipo, a volte anche con rabbia e violenza, e sembrano interessati unicamente a soddisfare bisogni primari (bere, mangiare) e bisogni di onnipotenza poco evoluti (alcool, droghe, sesso, denaro, potere), senza mai poter trovare un concreto benessere, perché la natura di questi bisogni è tale da non poter trovare una fine.

La “vera vita”, al contrario, è quella che parte dalla conoscenza di sé, dall’approfondire e desiderare il rapporto con sé stessi, anche perché solo questo può condurre a rapporti con gli altri molto più generosi, caldi e soddisfacenti.

“Frequentare” sé stessi e la propria interiorità, oltre ad essere un viaggio fantastico, apre le porte ad una serie di esperienze uniche, che si possono vivere solo con sé stessi, e riapre anche le porte del cuore, lasciando emergere sentimenti quasi sopiti.

“Sé stessi” è la sola persona con la quale veramente si sta h24 e per 365 gg. all’anno.

Con sé stessi si nasce e si muore, e qualunque esperienza si viva, anche quando la si condivide con altre persone, in realtà è solo con sé stessi che la si sta veramente vivendo.

Imparare a vivere con sé stessi, prima che con gli altri, dona la “guarigione vera”, intesa come la riappropriazione della propria vita e del suo significato, del vero senso di sé e del vero e grande potere che ognuno di noi ha interiormente, nonché della propria felicità naturale. Se ti interessa puoi vedere: l’importanza di amare sé stessi

 

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2 risposte

  1. Michele ha detto:

    Bellissimo articolo! Grazie Cristiana, un abbraccio!

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