Lavoro, Clienti e Tempo

Lavoro, Clienti e Tempo

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Lavoro, Clienti e Tempo, sono caratteristiche salienti di molte professioni, sia libere che dipendenti.

Ho pensato di dire qualcosa su questo argomento, perché vedo quanto è difficile riuscire a staccare la mente dal lavoro, soprattutto per chi svolge la libera professione, ma anche per gli stipendiati, a volte.

La questione è troppo ricca di risvolti e particolarità, per poter dare consigli semplicistici e riduzionisti, me ne rendo conto.

Non riuscirei mai ad essere esaustiva, ma vorrei comunque fare alcune riflessioni, perché qualcosa si può riuscire a migliorare e/o cambiare.


Lavoro, Clienti e Tempo: i Clienti

Se sei un libero professionista, ma anche se non lo sei, è facile che tu possa incontrare alcune difficoltà, sia con i clienti che con la gestione del tempo.

In primo luogo ci sono i clienti: ormai è stata data una tale importanza ai clienti, che si è persa la misura delle cose.

È chiaro che il cliente è sacro, va rispettato come persona, e non come portatore di soldi, va ascoltato e il più possibile soddisfatto, perché questo è umano.

Ma è anche vero che il cliente deve rispettare il professionista: non può telefonare in qualunque giorno e a qualunque ora; ha il dovere di capire che il pagamento è relativo al servizio che gli viene fornito, e non all’anima della persona che glielo da.

Lascio da parte i maleducati, perché per quelli non c’è nulla da fare.

Parlo di tutti gli altri, che molto probabilmente, hanno solo bisogno di comunicazioni chiare, semplice e dirette.

Per riuscire a comunicare in tal modo con i clienti, è necessario essere sufficientemente in sintonia con sé stessi.

Più riesco a volermi bene nel modo sano e giusto per me, più trasmetto alle altre persone me stessa, i miei limiti, le mie capacità, le mie doti, al di fuori della necessità di dirle e mostrarle.

Emergono da sole e vengono comprese, al di fuori della consapevolezza, e questo desta anche un sentimento di fiducia e di rispetto spontanei e immediati.

Bisogna avere chiare in anticipo le regole che si desidera porre e rispettarle per primi e sopratuttissimo, bisogna rispettare davvero noi stessi, per primi.


L’Ansia dei Clienti

Altro capitolo importante è l’ansia del cliente: è normale che lui sia ansioso, ed è normale anche farsi prendere dalla sua ansia, perché trova un gancio naturale nella nostra.

Ma è di fondamentale importanza capire e riuscire a distinguere la propria ansia da quella dell’altro, altrimenti tutto il lavoro di cui sopra va a farsi benedire.

Il lavoro con la propria ansia è fondamentale: bisogna conoscerla, esserne consapevoli e respirare tanto.

Facciamo un esempio: sei artigiano e il cliente di da un incarico, e molto probabilmente lui ha fretta di averlo finito, magari solo dettata dall’ansia.

O magari, la sua fretta è conseguente al fatto che si è mosso in ritardo, e vuole far ricadere su di te il suo errore.

È ovvio che ti viene da prendere il lavoro, e accondiscendere alla sua fretta: il rischio è che lui vada da qualcun altro, se non fai così.

So perfettamente cosa significa aver bisogno di lavorare.

Ma è sempre necessario anche dire una verità che sia accettabile per il cliente, da un lato, ma veritiera per il professionista, dall’altro.

Promettere che si farà un lavoro in una settimana, sapendo che prima di un mese non si potrà nemmeno cominciare a prenderlo in mano, crea una situazione insostenibile su tutti i livelli.

Molto spesso paga di più dire una scomoda verità piuttosto che una desiderabile bugia, perché il cliente sente di potersi fidare.

E la puntualità nel rispettare gli appuntamenti è il perfetto inizio.

E c’è da tenere ben presente che non tutti i clienti valgono il guadagno che offrono: a volte, dire di no a persone particolarmente ridondanti, è davvero un bene, un guadagno e una liberazione.


Lavoro, Clienti e Tempo: la Gestione del Tempo

L’altra questione, quella della gestione del tempo, è strettamente correlata alla prima.

È ovvio che le ferie sono importanti e desiderabili, ma non si può pensare di vivere in sospensione e tirando la corda dell’ansia fino alle ferie.

È necessario riuscire a staccare tutti i giorni, e nei fine settimana, sperando che ci siano e che durino almeno un giorno e mezzo, meglio se due giorni interi.

So che per molte persone non può essere così, e, allora, a maggior ragione, bisogna essere capaci staccare.

Solitamente, chi lavora in proprio tende a non avere orari, spesso non ha nemmeno dei veri fine settimana, è quasi sempre con la mente al lavoro, e se si permette di prendere del tempo per sé, intervengono i sensi di colpa, consci e inconsci, che vanno ad incidere sulla qualità del tempo libero.

Prima regola del professionista: non puoi dare nulla al prossimo se sei esausto.

Quindi, 1) devi capire quando sei esausto e accettarlo, e 2) devi prenderti del tempo per ricaricarti, tanto o poco che sia e costi quello che costi.

Qui ha un grande gioco anche l’educazione ricevuta, cioè il fatto che ci è stata insegnata la dedizione al lavoro ad oltranza: puoi esistere solo se lavori sempre e non ti riposi mai.

Questo è un dictat molto frequente.

Ma allora, delle pratiche per trovare un po’ di energia devi assolutamente usarle, costringendoti a farlo.


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Ricaricarsi: una proposta

Io propongo di fermarsi qualche minuto, fare dei respiri, ascoltare il proprio corpo, cercare di distendersi e rilassarsi un po’, magari pensando al respiro o a un’immagine piacevole, per poter liberare la mente.

Magari, alzarsi, uscire un attimo in terrazza, o andare alla finestra, sempre respirando, stiracchiarsi, e soprattutto dirsi qualche buona parola di affetto e incoraggiamento.

Ricordare sempre di dimostrare a sé stessi affetto e comprensione, in qualunque frangente, soprattutto se siamo tesi o arrabbiati con noi stessi per qualche motivo è tassativo.

E poi, ci si può rimettere a lavorare.

Seconda regola del professionista: volersi tanto bene!

E tutto ciò, va fatto 3/4 volte al giorno o anche di più.


Gestione del Tempo e Sensi di Colpa

Vorrei parlare anche dei sensi di colpa, che sono uno dei problemi che ci facciamo, soprattutto inconsciamente, e che decisamente, disturbano molto la nostra possibilità di staccare la mente e rilassarci a fondo.

I sensi di colpa sono sempre presenti, alzano il livello dell’ansia, circuitano pensieri neri o comunque faticosi, e creano la convinzione che solo lavorando ininterrottamente ci si potrà sentire a posto con sé stessi, perché oziare, che spesso vuol dire risposare, equivale a perdere tempo, e se si ozia, cioè se ci si riposa, allora si corre il rischio di venire puniti dall’universo o da chi si vuole (pensiero magico-scaramantico) e quindi si perdono clienti e affari.

È terribile!

Ma per fortuna è falso!

Se riesci a imparare a capire i tuoi sensi di colpa, e riconoscerli quando entrano in azione, puoi imparare a rilassarti e riposarti, riuscendo a contenerli.

Il lavoro, la redditività sul lavoro, la creatività, e la ricchezza della vita personale, ne guadagnano, tutte insieme.

E non credere di poterli dominare con la razionalità: per poterli gestire (non domare, comunque), è necessario sapere quali sono esattamente, che contenuto hanno e come si manifestano nel quotidiano, e successivamente, si può trovare la soluzione specifica e personale, da seguire e praticare come un mantra, senza mai mollare.

E, a questo scopo, serve anche il famoso amore per sé stessi, di cui parlo tanto.

Volersi bene sempre, non significa che va bene così, ma che l’affetto non viene mai meno, anche se si desidera migliorare.

È molto più facile riuscire a migliorare essendo comprensivi e premurosi con sé stessi, piuttosto che maledicendosi.


Lavoro, Clienti e Tempo: conclusioni

Tutto ciò, se praticato, permette di imparare una serie di cosette:

  • staccare più velocemente e tutti i giorni dal lavoro;

  • ascoltare le proprie esigenze e rispettarle;

  • distinguere ciò che è urgente da ciò che importante;

  • sgombrare la mente dalle cose importanti che premono, mentre si deve sbrigare quelle urgenti;

  • riconoscere se le cose ritenute urgenti lo siano davvero, e le cose ritenuti importanti lo siano davvero;

  • restare più lucidi sul lavoro, riuscendo a dire dei no, quando occorre, e a dare comunicazioni realistiche e veritiere ai clienti, invece che dettate dall’urgenza e dall’ansia.

Sono consapevole che quello che ho detto non è facile da realizzare né esaustivo.

Mentre scrivevo, erano molte le domande che mi sorgevano, e cui non potevo rispondere in un così breve discorso.

Non ho preso in considerazione molte questioni, non ultima quella del come conciliare la vita lavorativa con quella privata e famigliare.

So perfettamente che questo è un tema con la T maiuscola.


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