Esiste il Malocchio?

Esiste il Malocchio?

E’ possibile lanciare il “malocchio” e maledire o essere maledetti?

Certo che è possibile!

Una persona può, se lo ritiene, lanciare una maledizione verso un’altra persona, il punto cruciale è se la persona “maledetta” possa realmente subire tale maledizione.

Ho notato che quando una persona si comporta male, solitamente se ne rende conto, anche se vuole negarlo, e, quando lancia una maledizione, di fatto, “maledice” sé stessa con quel comportamento, e, in un modo o in un altro, prima o poi, ciò che ha fatto si ritorce contro di lei.

E quando si è aperti a ricevere il male che qualcun altro ci “invia”, è perché quello stesso male è già dentro di noi, ed è dal di dentro che quel male può agire su di noi e sulla nostra vita, e, solitamente, ciò avviene perché non ne siamo pienamente consapevoli.

Dunque, la soluzione è sempre la stessa: la consapevolezza dei contenuti profondi che si muovono dentro noi stessi, in modo da poterli “lavorare” affinché non fungano più come “ganci” per il male che può venire da fuori.

E da fuori, in effetti, di male ne può venire: esistono l’invidia e la gelosia, che purtroppo, producono molta “cattiveria”, e sono emozioni che tutti abbiamo sviluppato, ed essendo contenuti estremamente profondi, non sono facilmente rintracciabili e riconoscibili dentro di noi.

Ho affermato che tutti abbiamo queste emozioni, in misura maggiore o minore: fanno parte del bagaglio di emozioni umane, e si formano nei primissimi mesi di vita.

Non è facile capire in che modo ognuno di noi vive ed esprime tali emozioni nella quotidianità, perché si traducono in una molteplicità di comportamenti differenti: per esempio, spesso sono nascosti dietro una rabbia, anche legittima; o sono sepolti sotto una sofferenza o dentro il sentimento di “ingiustizia” che spesso proviamo, o altro ancora.

E’ solo per la presenza in tutti noi di queste emozioni che gli altri riescono a ferirci: è il male che abbiamo già dentro di noi e che funge da gancio per il male esterno.

Tali emozioni sono la conseguenza di quello che ci è accaduto nei primissimi periodi della nostra esistenza.

Non bisogna temerle, né sentirci “sbagliati” perché abbiamo dentro di noi invidia e gelosia; se desideriamo liberarcene, è sufficiente solo rendersene conto e comprenderne le motivazioni profonde, che sempre ci sono.

Non è la presenza di tali emozioni che ci rende cattivi, ma l’uso che ne facciamo.

Negarne l’esistenza è l’errore più comune e spontaneo, ma è anche ciò che può rendere l’azione di tali emozioni “pericolosa”.

Le esperienze infantili di cui sto parlando, e da cui derivano tali emozioni, sono universali, non soggettive: appartengono alla naturale evoluzione di tutti noi, sono normali comportamenti genitoriali con i quali tutti noi ci troviamo a dover fare i conti, e che costituiscono esperienze vitali e indispensabili alla nostra crescita.

Dunque, nulla di scorretto.

E’ per questa ragione che posso affermare che tutti soffriamo di invidia e di gelosia, senza che necessariamente ne siamo consapevoli e senza che si manifestino sotto questa veste.

Che fare allora?

Non tutti hanno la voglia (o il coraggio?) o le risorse, di andare a chiedere un aiuto per sviluppare la consapevolezza in sé stessi, quindi per queste persone, e anche per tutti gli altri, posso dire che anche solo iniziare a pensare che nessuno può farci più male di quello che ci facciamo da soli, anche se inconsapevolmente, sposta non di poco l’ago della bilancia.

Certo, è più agevole conoscere il “nemico” contro cui si combatte, collocarlo e dargli un nome, ma è ugualmente importante iniziare a pensare che il male è dentro, perché può stimolare le persone a prestare maggiore attenzione a pensieri e azioni che compiono verso loro stesse.

E, in ogni caso, una parziale coscienza di alcune cause presenti dentro di sé e che possono essere ganci per il male che si riceve dal di fuori, quasi tutte le persone ce l’hanno, è quell’intuito al quale spesso non si da molto credito perché si tende generalmente a sottovalutarsi; ma se gli si da la giusta attenzione, può già rappresentare un grosso aiuto.

 

 

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