Perché

Esiste un “perché” agli eventi che ci accadono?

  1. Esiste un “perché” agli eventi che ci accadono nella vita?
  2. Arrivano davvero al momento giusto?
  3. Devono insegnarci veramente quello che avevamo deciso di imparare?
  4. Ci accadono solo le cose che siamo effettivamente in grado di affrontare e superare?

Sono tutte domande che molti fra noi si pongono, ognuno dandosi una risposta, cercando quelle degli altri, confrontandosi, ma alla fine qualche dubbio rimane sempre.

Quindi, che anche dopo aver letto quanto scritto qui, qualche dubbio rimarrà.

Se la pensi come me, allora vorresti che qualcuno che sta dall’Altra Parte, venisse qui, in carne e ossa, anche solo per 5 minuti, a dare queste benedette risposte.

Ma questo non succede, purtroppo,  anche se la speranza è l’ultima a morire!

Naturalmente, io sono del parere che ogni cosa che accade ha un significato e un valore.

Già da più giovane, in adolescenza, ero convinta di ciò: l’ho sempre sentito, e ho sempre cercato il significato di qualunque cosa mi accadesse.

E, in effetti, alcuni fatti, nel tempo, li ho potuti verificare, altri, invece, sono ancora in lavorazione, diciamo così.

Ma veniamo a noi.

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Gli eventi che accadono e il loro perché.

Mi piacerebbe fare degli esempi e procedere con ordine.

2) La prima domanda, la lascio per ultima, e comincio con la seconda: gli eventi arrivano al momento giusto?

Rispetto alle cose che mi sono capitate e che mi stanno capitando, e sulla base di quello che ho visto lavorando con le persone che si sono affidate a me, direi di sì.

Per esserne sicuri, puoi farti queste domande: se mi fosse accaduto un mese fa o due, tre, sarebbe stato lo stesso? Come avrei reagito? Cosa c’è di diverso oggi, che non c’era un mese fa (o due, tre)?

3) La terza domanda, e cioè se tali eventi ci devono insegnare qualcosa, ha, secondo me, due tipi di risposta:

  • una più Psicologica = ogni esperienza ci insegna qualcosa, sta a noi volerla imparare;
  • l’altra più Spirituale = era nei miei piani di Spirito prima di incarnarmi questa vita?

Per iniziare, come immaginerai, posta in questo modo la domanda richiede che ci sia una effettiva Fede nell’eternità della Vita e nella nostra essenza Spirituale.

Se questi due ingredienti ci sono, allora puoi continuare a leggere, altrimenti, potresti trovarti in forte disaccordo. 😉 

Questa  è una questione cruciale, anche se, a volte, sorge il dubbio che ci sia “qualcosa che non va” nelle cose che capitano: sembrano troppo grandi, troppo difficili, troppo tutte insieme…

E’ vero, e quando mi succede, sento, oltre allo sconforto, anche quella voce che mi dice: “stai tranquilla, va tutto bene, dipende anche da te, puoi farcela”.

Io le considero esami, per i quali, in teoria, dovrei essere preparata, altrimenti non mi accadrebbero tutte quelle cose insieme.

E, inoltre, mi sono convinta che la cosa che mi voglio insegnare più di tutte è proprio la Fede (è che sono un po’ testarda, e fatico ad imparare!). 🙂 

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Cosa succede quando decidiamo di incarnarci?

Secondo me, la cosa più probabile è che prima di incarnarci decidiamo una sorta di canovaccio, sulla base del quale veniamo qui e viviamo le diverse esperienze, che però, non possono essere decise a priori nel dettaglio.

Contrariamente, dovremmo pensare che viviamo una vita in cui tutto è stabilito, e non ci sono molti margini d’azione personale, ma mi pare poco credibile questa seconda possibilità.

L’ipotesi che sposo è che seguendo il proprio canovaccio, ci si può allontanare da esso, e, in effetti, così avviene spesso, per diverse ragioni.

Ciò comporta commettere degli “errori” (scelte sbagliate) che allontanano dal percorso scelto, oppure, subire “errori” di percorso di altri, che provocano alcune deviazioni nel nostro percorso.

Queste esperienze non potevano essere previste, in origine, a causa del “libero arbitrio”, che, personalmente, tengo in considerazione.

4) Ma, nella pratica, e qui veniamo alla quarta domanda:

“Ci accadono solo le cose che siamo effettivamente in grado di affrontare e superare?”

ogni cosa che avviene è comunque contemplata nel tutto.

Bert Hellinger ritiene che per questo motivo, qualunque cosa capita è perfetta così com’è.

Non solo, possiamo affrontarla, ma non va messa in discussione rispetto al nostro cammino, perché ci appartiene comunque.

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Alcune altre ipotesi al riguardo

Chi fa viaggi astrali, come per es. i coniugi Givaudan, ritengono che le cose che ci capitano sono comunque destinate a noi, anche se fuori programma, e dunque, siamo in grado di affrontarle e risolverle.

Altri ancora, affermano che in realtà tutte le esperienze che ci capitano sono state decise in anticipo, sono nostre e rappresentano esattamente il nostro percorso evolutivo, definito Karma.

Se ti va, puoi leggerti anche questo articolo: Guida al senso della vita 1: il Karma

Esistono gli “idealisti del Karma” che ritengono che se ti capita qualcosa, è perché hai contratto un debito nella incarnazione precedente.

Io ritengo che, se qualcosa è contemplata nel tutto, è comunque già prevista, e che noi si sia effettivamente in grado di superarla, può dipendere da ciò pensiamo al riguardo.

Se si è convinti che in qualche modo ce la si fa in ogni caso,  allora, sarà così, se non lo si crede davvero, allora si potranno avere delle difficoltà.


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E ora veniamo alla prima domanda: gli eventi che ci accadono hanno un “perché”?

Gli eventi che ci accadono, hanno dei significati precisi, o si tratta solo di fortuna/sfortuna?

E’ già chiaro che la risposta alla domanda, almeno per me, è si.

Personalmente, ho sempre rifiutato l’idea di essere “sfigata”, e non solo perché è una cosa brutta, ma sopratutto perché sentivo dentro altre verità, più profonde e più vere, anche se più complicate.

Rimane da capire quali sono questi perché, e come fare per comprenderlo.

Io, forse come fai tu, di fronte agli avvenimenti della vita, soprattutto se mi turbano o mi provocano dolore, reagisco chiedendo: “perché?, cosa significa, cosa devo imparare”.

Ormai, per me, è spontaneo, pormi queste domande.

E, per la mia esperienza, la risposta di solito è immediata, la sento dentro, come una specie di vocina nell’orecchio.

Non so se anche a te, capita così.

Può succedere che non la ascolti subito, o perché non mi piace e ne vorrei un’altra (cosa che però non avviene mai!), o perché in quel momento non saprei che farmene.

Ho notato che se la mia Fede in me e nella mia vita vacilla, e ho perso un pochino il contatto con me stessa, allora faccio più fatica a sentire le risposte.

In questi casi me ne accorgo subito e cerco di correre ai ripari, ricollegandomi interiormente.

Aiuta allenarsi all’ascolto interiore, cosa che comunque riesce meglio man mano che ci si conosce e si impara ad amarsi e a fidarsi di sé stessi.

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Alcuni “perché”: facciamo qualche esempio.

Mi è successo di aiutare alcune persone a trovare tali ragioni. 

Una di queste, mi ha raccontato che le erano entrati i ladri in casa.

Quella in questione, è una persona che evita di affrontare le sue paure, e mantiene una certa distanza dalle emozioni, per provare a gestirle.

 In questo caso, questa esperienza, che mette a rischio proprio il luogo che dovrebbe essere quello più rassicurante, le stava dicendo che era arrivato il momento di cominciare ad affrontare le paure e le emozioni, in un modo nuovo.

La paura è una grande produttrice di eventi scottanti, così come il vissuto della colpa.

Anche fomentare questi sentimenti:

  • odiare, giudicare e disprezzare chi ruba;
  • sentirsi continuamente derubato;
  • privandosi da soli delle cose, come per esempio autostima, amore e rispetto;

può rappresentare un ritorno di energia negativa prodotta, che ti ricambia attraverso una visita così dolorosa, com’è quella dei ladri in casa.

Conosco più persone che vengono trattate come zerbini: è evidente che bisogna ricercare nella propria storia famigliare da chi ci siamo sentiti trattati allo stesso modo.

Ma, in termini spirituali, chiedersi cosa è necessario imparare per riuscire ad andare oltre questo limite relazionale.

Serve un cambiamento verso un maggiore amore per sé, come si può ben comprendere.

D’altronde, tutte le volte che incontriamo esperienze dolorose, la vita ci sta dando la possibilità di scoprire qual’è l’origine di queste esperienze, per cominciare a risolverle, e di testare a che punto siamo del processo risolutivo.

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Concludendo…

…le ragioni che stanno dietro gli eventi, anche se non possono essere dimostrate scientificamente o materialmente, ci sono, possono essere comprese.

Questo richiede una auto-analisi, che arriva dove arriva (è molto difficile riuscire a fare tutto da soli), ma che serve sempre molto.

Ma, secondo me, richiede anche di restare con i piedi per Terra.

Lo dico in modo letterale, e intendo dire che adesso siamo qui, sulla Terra, e le cose ci devono servire prima qui sulla Terra e in questa vita, che non dopo, quando torniamo a casa.

E ritengo che quand’anche ci fosse un qualche canovaccio o programma di vita al quale attenerci, questi vengano ridiscussi e modificati in corso d’opera, per adattarsi agli imprevisti (io credo nell’esistenza degli imprevisti).

In fondo le cose davvero importanti per noi da imparare, sono l’amore e la fede, e qualunque esperienza può servire a questo scopo.

Per questo motivo credo si e no al Karma in senso stretto: non sono tanto le singole esperienze, ma ciò che ne possiamo trarre.

Fede e amore, non solo sono la via per la connessione spirituale, ma sono anche quegli ingredienti che, insegnandoti a vivere, fanno arrivare davvero lo Spirito nel Mondo.

Offrono cioè allo Spirito la possibilità di portare la luce qui sulla Terra, creando una nuova Umanità.

Certo, purtroppo, non è questione di giorni: forse di anni o…secoli? 😉

 

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