Emozioni trattenute e disturbi della voce

Emozioni trattenute e disturbi della voce

C’è una stretta relazione tra le emozioni trattenute e i disturbi della voce, cioè del modo in cui questa viene modulata, del modo in cui fluisce più o meno liberamente, e anche del modo in cui si sviluppano le corde vocali.

Quando non diciamo quello che abbiamo bisogno di dire, queste parole, che sono energia, e sono cariche emotivamente, si fermano non solo nella mente, ma anche nel corpo, ed è possibile che il luogo nel quale si bloccano sia proprio la gola.

In questi casi, si può creare una sorta di gozzo, come un boccone che stringe la laringe, e condiziona il modo in cui l’aria fa vibrare le corde vocali.

Il modo in cui la voce passa all’esterno è quindi condizionato e la voce appare indecisa, come se uscisse a piccoli blocchi, a salti, mai fluida.

Emozioni trattenute: non solo disturbi della voce

Trattenere le emozioni è sempre una cosa dannosa per l’organismo.

Naturalmente, è necessario sia imparare a riconoscere le emozioni, cioè dare loro un nome preciso, sia imparare ad esprimerle nel modo migliore.

1) Imparare a nominare le emozioni non è sempre così immediato come alcuni potrebbero pensare.

Ci sono molte persone che non sono state abituate a chiamare le emozioni col loro nome, e le definiscono, invece, in modo generico, come “fastidio” o “nervoso”.

Le emozioni hanno nomi precisi, come: rabbia, paura, dolore, sofferenza, gioia, felicità, eccetera.

2) Riuscire ad esprimere le emozioni è un altro grosso problema, dato che sono spesso viste come cose negative, che devono essere bloccate, nascoste, vinte.

Tali operazioni sono però impossibili e indesiderabili: per la nostra salute, è necessario comprendere le emozioni, dar loro il giusto spazio e esprimerle in modo adattivo.

Riconoscere ed esprimere le Emozioni

Ho notato che istintivamente le persone sanno cosa stanno provando e sono in grado di definire anche molto esattamente ciò che provano, ma spesso temono di farlo.

Hanno paura che nominando le emozioni apertamente, queste possano fare più male che non chiamandole solo “fastidio”. Le emozioni sono il Pensiero della Pancia

Inoltre, si vergognano, perché è stato fatto credere loro che le emozioni sono vergognose e sciocche, e che è da persone stupide provarle e farle vedere.

Per quanto riguarda il farle vedere, posso condividere che, se ci si trova con persone non intime, sia meglio evitare di aprirsi troppo, per proteggersi da eventuali cattiverie.

Ma per ciò che concerne il fatto che siano cose di cui vergognarsi, sarebbe vivamente consigliato riuscire a modificare una tale credenza, così nociva.

Le emozioni sono naturali e necessarie.

Imparare ad esprimerle, richiede un addestramento: non è una cosa che si può imparare in cinque minuti.

Ed è necessario prima sviluppare una buona autostima, condizione indispensabile per sentirsi degni di esprimere le proprie emozioni.

I disturbi della voce: cosa fare?

Innanzi tutto, è bene comprendere quali sono le emozioni non espresse, e capire perché si è scelto di non esprimerle.

Potrei ipotizzare che le emozioni trattenute siano quelle maggiormente temute: rabbia e paura.

I messaggi che avrebbero voluto essere espressi potrebbero dunque essere:

“Basta! Perché mi fai tanto male, non ce la faccio più! Perché non mi vedi, perché non senti il mio dolore, la mia sofferenza? Perché non capisci il mio bisogno di te, il mio bisogno di essere abbracciato/a, contenuto/a e amato/a!”

Oppure altri del tipo: “Aiuto, ho paura! Ti prego salvami, aiutami, non lasciarmi solo/a! Stai con me, stammi vicino, ho bisogno di te!”

Queste sono frasi che molti fra noi, piccoli, indifesi e impauriti, abbiamo pensato e avremmo voluto dire alla mamma e al papà, ma magari non siamo riusciti a farlo.

Per alcuni di quei bambini, la voce è stata spezzata proprio quando era in gola, proprio poco prima che sgorgasse e divenisse suono e parola, ed ecco che lì, in quel punto, si crea una barriera per la voce stessa.

Quando questa cosa capita più e più volte, allora il blocco diventa strutturale, e lo si porta fino all’età adulta.

Nel momento in cui si è risaliti al trauma infantile dal quale deriva il problema vocale, si è già a buon punto per iniziare a risolverlo.

Ma devo essere sincera: è un processo che richiede un po’ di tempo, non si riesce a farlo in pochi giorni; è necessario avere pazienza e costanza.

Come liberare le emozioni e risolvere i disturbi della voce

Solitamente, la soluzione sta nel riprendere il contenuto esatto delle cose che si avrebbe voluto dire, e dirle, proprio alla persona alla quale si avrebbe avuto bisogno di dirle.

Se i genitori sono ancora vivi, un’ottima possibilità è quella di cominciare a parlare con loro: a volte sono molto anziani, e non in grado di capire alcune cose.

Bisogna allora fare quello che si può con gli strumenti e le possibilità a disposizione: in alcuni casi è meglio farsi dare una mano da persone esperte, per trovare il modo migliore di intervenire.

Se invece i genitori sono trapassati, esistono diverse tecniche per poter “parlare” con loro, ma in questi casi è senza dubbio necessario farsi aiutare da qualcuno per farlo.

 

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