Il Senso di Colpa: origini e soluzioni

Il Senso di Colpa: origini e soluzioni

Se anche tu ti rispecchi in questa immagine, sai quali sono le origini del senso di colpa che provi, ma immagino che vorrai sapere quali sono le soluzioni possibili.

Per quanto riguarda me, l’immagine rappresenta esattamente il mio vissuto: qualunque cosa accadesse, era sempre colpa mia!

Per cui, cercherò di spiegare cosa succede e dove nasce il senso di colpa, e poi, valutare anche qualche possibile soluzione.

Origini del senso di colpa

Vorrei proporti una serie di domande, alcune delle quali possono riguardare anche te.

  • Hai mai sentito di non contare niente per nessuno, anche indipendentemente da come sono le cose nella realtà?
  • Ti senti mai rifiutato/a e non compreso/a dall’ambiente che ti circonda?
  • Ti è capitato di chiederti come mai non riesci a incontrare persone simili a te?
  • Ti senti spesso in colpa, e tendi a scusarti anche se non c’entra niente con la situazione?
  • E ti capita di farlo anche se sei da solo/a con te stesso e ti scusi per ogni errore che commetti?
  • Ti senti mai frustrato/a perché sembra che nessuno voglia amarti o farsi amare da te?
  • O perché non sei giustamente apprezzato per il tuo lavoro?
  • Oppure non trovi nemmeno lavoro, e sembra che nemmeno in quel settore, nessuno ti voglia e veda le tue qualità?
  • Sei mai stato lasciato/a solo anche da persone che dicevano di trovarti meraviglioso/a,  e di amarti, ma se ne andavano comunque, preferendo magari persone che non gli piacevano nemmeno tanto?

Questi vissuti e altri simili, derivano ovviamente dall’imprinting che hai avuto in famiglia, in primo luogo dai genitori, e in secondo luogo, da tutte le persone che hanno gravitato nella tua infanzia in modo significativo.

I messaggi significativi

I messaggi che queste persone ti hanno dato, o meglio, quelli che tu hai capito dal modo in cui quelle persone comunicavano con te, sono:

  • dai fastidio;
  • per esistere devi fare in modo da non disturbare e fare tutto bene;
  • non chiedere nulla, non abbiamo tempo per te;
  • non avvicinarti troppo a meno che non ti diamo il permesso di farlo, stai per conto tuo;
  • non dire quello che pensi perché non è interessante;
  • non chiedere affetto e non dare il tuo amore, fai solo tutto quello che ti viene richiesto e anche di più;
  • occupa poco spazio e non creare disturbo;
  • non ti vedo, non mi accorgo di te e dei tuoi stati d’animo, tanto che penso che tu non ne abbia, e mi comporto con te come se tu fossi adulto e potessi capire che io ho i miei problemi, e che quindi tu non devi prendertela se non ho attenzioni per te e per i tuoi problemi, perché io non ho tempo per i tuoi problemi e per la tua sofferenza, ho già la mia, e poi tu sei piccolo, quindi queste cose non le capisci e hai solo problemi da piccolo, niente di importante, quindi.

Ti senti in colpa perché esisti

Questi messaggi provocano proprio questo senso di colpa: quello di esistere, per cui, qualunque cosa fai o dici, non va bene.

Conseguenze e cose da sapere

Non sorprenderti se non riesci a digerire bene, vai di corpo in modo irregolare, se hai problemi ai denti, se non trovi mai le persone giuste, se non riesci ad esprimerti liberamente, e se non riesci ad amare e a farti amare da nessuno, e altro.

Qualunque sintomo la tua Anima ti rimandi, attraverso il tuo corpo e le tue esperienze di vita, deriva da questi vissuti.

Il punto è che non è che sei tu che non vai bene: tu sei perfetto/a così come sei.

E anche gli adulti che ti hanno trasmesso quei messaggi, sono perfetti così come sono, perché loro non hanno la più pallida idea di averti inviato quei messaggi.

Il modo in cui gli adulti comunicano e quello che in realtà vogliono dire, sono due cose, spessissimo, completamente differenti.

E’ che non lo sanno loro e non puoi saperlo tu.

Gli adulti vivono in un mondo “adulizzato”, dove non c’è più “spazio emotivo” nemmeno per loro stessi, ed è molto difficile che possano trovare lo stesso “spazio” per i figli.

E inoltre, hanno avuto infanzie simili o anche peggiori della tua.

I genitori amano profondamente i loro figli, ma poiché non sono capaci di ascoltare ed amare loro stessi, è impossibile che possano saperli amare.

Amare e saper amare, non sono la stessa cosa, e non necessariamente chi ama sa amare.

Bisogna imparare ad amare, e per farlo è obbligatorio imparare a conoscere ed amare sé stessi.

Soluzioni possibili al senso di colpa

Ma tu, adesso, cosa puoi fare per uscire da questa spirale? Puoi ripartire da questo punto, con le nuove consapevolezze acquisite e ricostruire in modo diverso.

Devi, innanzi tutto, lasciare che tali informazioni entrino in te e divengano consapevolezze profonde: bisogna accettarle, accertare l’inevitabile sofferenza che portano e viverla.

Non temere, non può farti più male di quello che ti ha già fatto l’intera situazione, ma questa volta, si tratta di una sofferenza nuova e mirata, che conduce verso il suo esaurimento.

Devi sperimentare anche la rabbia, il rimpianto, la solitudine, il senso di vuoto e di abbandono: queste emozioni vanno vissute, in quanto rappresentano ciò che il bambino/la bambina che sei stato/a, non ha mai potuto esprimere.

Se non ascolti nemmeno tu i problemi di quel bimbo/a, non sei diverso dagli adulti che hai avuto intorno, ti sei “adultizzato”.

Devi ascoltare la sua sofferenza, la sua paura, la sua solitudine, e confortarlo/a: questo è il primo passo, ed è assolutamente necessario.

Solo in un secondo momento, potrai ricostruire, e cioè, riprogrammare il tuo inconscio con pensieri positivi: questo sarà possibile, proprio perché ti sarai ascoltato pienamente, e ti sarai occupato dei tuoi bisogni mai espressi e profondi.

Sarà possibile, perché avrai cominciato ad amarti.

 

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