Il Karma non esiste!

Il Karma non esiste!

Il Karma non esiste, è solo un’invenzione delle Religioni e delle Filosofie Religiose Orientali.

E’ il solito tentativo (il più delle volte riuscito) di esercitare il potere sul popolo da parte dei rappresentanti religiosi.

Qui in Occidente, i Preti Cattolici hanno inventato il Paradiso e l’Inferno, per tentare di condizionare i credenti, spingendoli verso un certo tipo di azioni, e in Oriente è stato inventato il Karma.

Se agisci per il “bene” ti guadagni il Paradiso o un Karma positivo, se agisci “male” ti spetterà l’Inferno o un Karma negativo.

L’idea di “punizione”, di “colpa” e di “espiazione” sono da sempre i concetti utilizzati da coloro che vogliono esercitare un potere sul popolo, possibilmente reso o mantenuto “ignorante”, che, così, si comporterà in modo da guadagnare un futuro migliore o una qualche benevolenza nell’Altra Vita, secondo i dettami di chi ha deciso, al posto suo, cosa siano il “bene” e il “male”.

Potrebbe essere visto come un atto compiuto a fini educativi socialmente validi, ma:

1) esercitare un potere su un’altra persona è SEMPRE negativo; il potere, per essere positivo, va condiviso (è la differenza che passa tra “autoritario” e “autorevole”);

2) se il comportamento “buono” è dettato dalla paura e teso a ricevere una qualche ricompensa, è un comportamento infantile e inquinato: la paura non genera atti puri e sinceri, dunque, non può portare ad alcunché di positivo, e l’attesa di una ricompensa non richiede alcuna maturità nella scelta.

Quindi, personalmente, escludo la possibilità che la creazione di tali sovra-strutture abbia mai avuto uno scopo positivo, anche perché non sottovaluto l’importanza che da sempre ha “il potere” per l’essere umano, né le acrità e le crudeltà che hanno in ogni tempo caratterizzato le azioni umane nel tentativo di ottenerlo.

Dunque, se il Karma non esiste, cosa cambia per noi?

A mio modo di vedere, cambia che ciò che facciamo qui e in questa vita ci torna indietro qui, in questa vita, e il tutto si esaurisce qui, in questa vita.

Bene, male, tempo, spazio, sono tutti parametri validi qui sulla Terra e sulla base di come si è sviluppato il nostro sistema percettivo; dall’Altra Parte, queste cose non hanno alcun senso: non ci sono azioni “cattive” o “buone”, dall’Altra Parte, ma solo esperienze tipiche e particolari che conducono a determinati apprendimenti.

Il fine è l’apprendimento e il mezzo è l’esperienza: darsi tanto da fare per “essere buoni”, pensando di guadagnare la gloria dopo la morte, è sciocco, perché la cosa che veramente desidera lo Spirito quando decide di venire qui sulla Terra, è di essere Sé Stesso e portare a termine lo scopo che si era prefisso.

Seguendo i dettami delle diverse religioni, purtroppo, ci si allontana dalla parte più importante di noi stessi, il nostro Sé Spirituale, la nostra Essenza, che invece è proprio quella che siamo venuti ad esprimere.

Se noi diventiamo ciò che siamo nella nostra Essenza, non abbiamo più bisogno di alcun “potere” esercitato dall’esterno, e questo, chi oggi esercita il potere, sia politico che temporale, non lo vuole di certo.

Un popolo “ignorante” di Sé Stesso e facile da condizionare è di gran lunga più desiderabile, ed è per questo che il tentativo di chi ci governa è quello di “distrarci” con tanti diversivi: non solo i beni di consumo, ma anche il tipo di stile di vita che siamo indotti a sottoscrivere, senza avere una reale possibilità di scegliere.

Una scelta realistica, infatti, prevede la conoscenza effettiva delle diverse alternative, e anche la condivisione delle verità concettuali, e, per quello che posso vedere, né la prima condizione né la seconda sono state completamente realizzate fino ad ora.

E’ sempre più urgente che noi tutti cerchiamo Noi Stessi, e che sappiamo chi siamo e quali sono gli scopi fondamentali della nostra esistenza qui; è fondamentale che impariamo a produrre il nostro stato di salute e a liberarci il più possibile dalle nefaste influenze di tutte le informazioni negative con le quali siamo continuamente bombardati, ma questo è solamente il mio parere.

Tornando al “Karma”, se è vero che alcune persone portano con sé dalle vite precedenti alcuni contenuti o questioni irrisolte, questo non vuol dire né che dobbiamo fare tutte le esperienze possibili e immaginabili per la nostra evoluzione, né tanto meno che dobbiamo vivere alcune vicissitudini perché in una vita precedente abbiamo fatto del male e adesso abbiamo bisogno di “pareggiare i conti”.

La comprensione piena di un’esperienza avviene dall’Altra Parte, da dove si ha una visuale estremamente allargata e più completa, per cui si può avere un apprendimento a 360°, senza dover fare tutte le esperienze immaginabili, a meno che non lo si desideri; inoltre, se in questa vita compio delle azioni che hanno un effetto “negativo” su un’altra persona, posso egualmente comprendere il male fatto attraverso l’identificazione e l’empatia.

E, in ogni caso, il male che ci viene fatto è proprio quell’elemento in grado di scatenare i maggiori apprendimenti e le più grandi evoluzioni che compiamo in questa vita, dunque, si tratta proprio di “male”, o lo definiamo così solo perché i suoi effetti su di noi sono tali da far emergere prevalentemente dolore, rabbia e paura?

E non sono proprio queste le emozioni che più di ogni altra ci fanno crescere e cambiare?

Quindi, che senso avrebbe parlare di Karma negativo se nel momento in cui faccio del male ad un’altra persona, in realtà le sto offrendo un’opportunità di risveglio?

Non dimentichiamo, inoltre, che dall’Altra parte esiste l’Amore dello Spirito, per il quale “tutto è perfetto così com’è”: ogni azione, ogni comportamento, ogni emozione, e ogni essere vivente, dunque, è perfetto così com’è.

In conclusione, la mia proposta è sempre la stessa: quella di conoscere Sé stessi il meglio possibile e di considerare attentamente le diverse alternative che abbiamo a disposizione, magari senza neanche saperlo, per realizzare la nostra autentica vita.

 

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