Fede e Spiritualità: verso una nuova definizione.

Fede e Spiritualità: verso una nuova definizione.

Fede e Spiritualità sono argomenti spinosi: in questo articolo, vorrei provare a proporre una nuova definizione, che può rivelarsi utile, o, quanto meno, interessante.

Cosa sono la Fede e la Spiritualità? 

Di entrambe si dice che siano un dono, e alcuni ritengono che provengano direttamente da Dio, che le concede a qualcuno si e a qualcun altro no.

Alcuni ritengono che siano un’illusione, una cura psicologica, una sorta di “effetto placebo”, che aiuta ad affrontare la vita, con le sue difficoltà, le sue sofferenze, le sue ingiustizie.

Fede e Spiritualità: la mia esperienza

Ho sempre fatto fatica ad avere Fede: la Fede è un salto nel vuoto, è credere a dispetto della realtà e in totale assenza di prove, come non trovarla difficile?

L’altra sera, però, mentre cenavo, parlando di questo argomento, mi è giunta questa frase (non so esattamente da dove!):

         “La Fede è un’abilità cognitiva di estrema rilevanza evolutiva per l’Umanità”

O bella! e da dove viene questa?

Ho iniziato a rifletterci sopra, e la consecutio logica che ho trovato, è la seguente.

Come esseri umani, direi che non siamo particolarmente evoluti: credo che abbiamo un potenziale che però ancora non siamo in grado di sviluppare.

Due degli ingredienti che porterebbero allo sviluppo di parte almeno di questo potenziale sono proprio Fede e Spiritualità, cioè la capacità di andare oltre i nostri limiti, tra i quali, in primo luogo, c’è la Paura.

Piccola digressione sulla paura

La ricerca continua di validazione da parte della scienza, rappresenta bene, a mio avviso, questa paura.

Il bisogno di controllare gli eventi, di renderli prevedibili affinché non possano sorprenderci, la necessità di avere certezze, sono tutte espressioni della paura.

Tutte queste cose sono incompatibili con la vita, semplicemente non esistono, e lo scopo della vita è imparare a convivere con la realtà, che, per sua natura, è imprevedibile.

Ecco perché è così necessario, secondo me, sviluppare la Mente Superiore (vedi sotto).

La scienza è molto utile per noi, perché ci aiuta ad adattarci alla realtà che percepiamo.

Misura, interpreta e capisce il mondo sulla base di quello che è il nostro modello sensoriale, che sappiamo, però, essere limitato, e utilizzando strumenti elaborati sulla base delle stesse limitazioni sensoriali e mentali.

La certezza di cui parla, viene creata in ambienti asettici, dove tutto è surreale, e solo per questo motivo misurabile e controllabile.

La scienza, in effetti, trova spesso conferme fenomenologiche nella realtà; ma dalla Fisica Quantistica, sappiamo anche che modifichiamo la realtà sulla base delle nostre intenzioni.

I riscontri fenomenologici, si hanno, però, anche nei così detti miracoli, nelle guarigioni che avvengono in seguito a percorsi  combinati di spiritualità, psicoterapia e tecniche come respiro, meditazione e visualizzazioni.

Anche con l’uso di metodi non riconosciuti dalla “Accademia”, come le Costellazioni Famigliari e Spirituali, si ottengono riscontri fenomenologici positivi.

E altrettanto si ottiene attraverso incontri di preghiera collettiva o con altre pratiche decisamente poco scientifiche.

La scienza in sé, però, non è cattiva con chi cerca di trovare anche altre spiegazioni e spiegazioni “altre” ai fenomeni, perché la vera scienza riconosce i suoi limiti.

L’Essere Umano e la sua paura come fonte di intolleranza

Sono molti esseri umani che, al contrario della scienza, non sanno essere tolleranti, e diventano aggressivi e prepotenti, perché controllati dalla loro paura che la realtà nella quale vivono cambi e obblighi anche loro a cambiare.

Quando si arriva a offendere, denigrare, squalificare l’altro, perché propone qualcosa di diverso e/o molto lontano dalla propria visione delle cose, si dimostra solo la propria incapacità di affrontare la vita per com’è.

La vita è varia, si dice, ed è bella per questo, si aggiunge anche, e non mi risulta che ci siano persone più “esistenti” e più vere di altre.

Esistono persone, però, che “sanno” cose non dimostrabili in laboratorio, ma che producono ottimi effetti-risultati, sul piano fenomenologico, e tali persone, la loro esperienza e la loro vita sono ugualmente importanti come qualunque altra, scientifiche o no che siano.

Fede e Spiritualità come capacità cognitive

Ha senso questa affermazione?

Secondo l’umano sentire, no, perché la Fede è un sentimento, o, almeno, così si è sempre pensato.

Ma se tale sentimento potesse dipendere dallo sviluppo di una facoltà mentale?

Non so di nessuno studio in materia, e non sono nemmeno interessata alla scoperta del “gene della fede o della spiritualità”: ciò che mi interessa, è trattare la Fede da una prospettiva mentale.

Liberarla dal condizionamento di un credo religioso, e metterla a disposizione di chiunque abbia voglia di allenarsi a “lanciarsi nel vuoto” senza paracadute.

Se ci pensiamo, esistono persone che “sfidano la morte” per sport e per passione.

Cosa sappiamo dei loro meccanismi mentali? E di quelli Spirituali?

I Tre Cervelli e i Sensi Sottili

Nel corpo umano sono stati scoperti altri due cervelli, oltre a quello contenuto nella scatola cranica I Tre Cervelli del Corpo Umano.

La mia ipotesi propone di considerare Fede e Spiritualità come l’espressione della Mente Superiore, quella generata da una perfetta sincronizzazione dei tre cervelli.

Attivando tale Mente, avremmo anche a disposizione i sensi sottili, ovvero gli altri sensi, oltre a i 5 noti, di cui siamo tutti dotati, ma che il più delle volte rimangono silenti.

Solitamente, infatti, non si presta attenzione ai dati che riceviamo continuamente anche da tali sensi sottili o interni, alle immagini che ci compaiono dentro la testa, alle ispirazioni che riceviamo, a parole che si sentono sussurrate interiormente…

Non si tratta di extra sensorialità, ma solo dei sensi che non si vedono e non si toccano, ma che esistono egualmente.

Sono convinta che sviluppare la Mente Superiore e i sensi sottili, ci porterebbe, come persone singole e Umanità in generale, ad un altro livello evolutivo, dove non servono più né la paura né il potere.

So che questa proposta non può essere ben vista da chi esercita quel potere, mantiene la paura e su di essi guadagna, ma sono altresì convinta che ognuno subisce il male che non si vuole scrollare di dosso, perché costa impegno.

Siamo molto più responsabili di quello che vorremmo

Credo che tutti siamo responsabili, e chi ha il potere lo detiene solo perché tutti gli altri gli permettono di farlo.

Il potere non può mai essere di qualcuno, è sempre di fatto condiviso, ma molte persone non se ne vogliono rendere conto perché avere potere significa avere responsabilità.

Affidando la propria parte di potere a qualcun altro, ci si libera della responsabilità e si guadagna un capro espiatorio, oltre a tanta sofferenza.

Ancora troppe persone preferiscono continuare a stare male e a non risolvere i problemi, perché preferiscono avere il potere su un capro espiatorio, piuttosto che avere il potere di cambiare la loro vita, e quella degli altri.

Se può interessarvi, leggete Sviluppare la Mente Superiore e i Sensi Sottili

 

 

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