La Morte

Confrontarsi con la Morte



Confrontarsi con la Morte, genera, di solito, molti dubbi e poche certezze.

Solitamente, non si parla molto della morte, e, quando se se ne parla, se ne deve parlare in negativo, con un’espressione contrita, e sempre con paura, mai con speranza.

Quando affrontiamo la morte di una persona cara, naturalmente, soffriamo, e molto anche.

La nostra sofferenza è data dalla mancanza, dalla nostalgia, dai sensi di colpa che proviamo nei confronti di chi non è più qui, ed è per questo che consideriamo cattiva e triste la morte.

Non voglio certo negare che la morte faccia paura e che ci lasci sgomenti la sua irreversibilità: quando abbiamo a che fare con lei, è sempre difficile.

Ma abbiamo un’educazione negativa sulla morte, senza che vi sia alcun impegno volto alla sua comprensione.


La Morte: dubbi e certezze

Ad avere giurisdizione su questo argomento sono:

  • le Religioni e i loro rappresentanti;
  • all’estremo opposto, gli atei, che ne parlano in modo cinico  e privo di speranza;
  • e la scienza, che de-emozionandola, cerca di renderla un fenomeno “normale”.

Coloro che cercano di parlarne in un modo diverso, vengono considerati degli ingenui, quando va bene, e in modi un po’ meno edificanti quando va male.

So perfettamente che non ci sono sperimentazioni scientifiche definitive riguardo alla morte, che possano aiutarci a sciogliere l’arcano mistero.

Personalmente, nel considerare questo argomento, mi avvalgo di quei milioni di persone che hanno esperienze particolari, di pre-morte, di viaggi astrali, di regressioni in vite passate.

Considero le loro esperienze, perché si tratta di milioni di persone, in tutte le epoche, di tutte le culture, in tutti gli strati socio-culturali.

Milioni di esperienze, che spesso vengono cestinate d’ufficio, senza essere minimamente prese in considerazione.

La scienza e la collettività liquidano tali esperienze come espressioni di allucinazioni o contenuti emergenti dall’Inconscio Collettivo o espressioni di dementi.

Non tengono conto che dietro a ognuna di quelle esperienze ci sono altrettante persone, che vengono giudicate e liquidate allo stesso modo e con la stessa superficialità.


Il valore della Morte

Alcuni anni fa, mi trovavo in una situazione difficile.

Avevo subito un abuso sessuale da parte di una persona che non voleva assumersi la responsabilità di ciò che aveva fatto.

Avendo un certo ruolo (presidente della scuola di specializzazione in psicoterapia che stavo frequentando), temeva che potessi metterlo nei guai.

So che mi odiava, perché mi temeva, e io mi sentivo caricata di una forte energia negativa, proveniente da lui.

Sentivo che dovevo proteggermi dal male che lui mi voleva.

Io andavo in montagna, anche da sola, anche in luoghi selvaggi, dove non passavano persone.

A quel punto, mi venne in mente che dovevo stare molto più attenta del solito a non avere “incidenti”.

Così chiesi alla Morte di starmi accanto, cominciai a parlarle come se fosse una compagna di Vita, della mia vita.

E, davvero, cominciai a sentimi molto meno sola e molto meno in “pericolo”.

Avevo la sensazione che mi “avvertisse” di fare o non fare determinate cose, di andare o no in certi posti, di guardare dove stavo mettendo i piedi in certi momenti…

Può sembrare sciocco, ma credo che sentire “amica” e vicina la propria morte, sia una buona strategia per vivere meglio e più al sicuro.

Se ti interessa conoscere le mie esperienze con la morte, puoi leggere qui: Il mio percorso verso la Spiritualità – Podcast – Psicologia & Spiritualità


La grande Maestra

La morte insegna moltissime cose sulla vita, se inizi ad ascoltarla, anziché averne paura.

Insegna cose su sé stessi, sugli altri, sulla morte stessa, ed è una grande forza interiore, quando la si cerca dentro di sé e la si accetta.

Questo non significa desiderare di morire, ma solo, comprendere che è un grande valore, inalienabile.

Molte persone sono consapevoli che ciò che rende la vita importante è proprio la presenza della morte.

Grazie a lei comprendiamo non solo l’importanza di ogni singolo istante, ma anche ciò che, nella vita, davvero conta per noi.

Io mi sentirei di suggerire due cose per cominciare ad affrontare la Morte, se non si vuole fare ciò che ho fatto io:

  • parlarne senza reticenza e condividere con altre persone dubbi, paure, esperienze varie associate ad essa;
  • sperimentare di persona la regressione in vite passate, per valutare e testare ciò che si verifica durante l’esperienza.

Questo sarebbe un buon modo per avvicinarsi all’idea che, se ci sono più vite, allora la morte non è quello che ci viene raccontato.


La Morte e i sensi di colpa

La perdita di una persona a causa delle sua morte, viene spesso complicata dai sensi di colpa.

Questi sono dovuti al fatto che sono rimasti in sospeso alcuni aspetti della relazione, non sono state dette alcune cose, non sono state risolte certe emozioni.

E, che fare, a questo punto?

Esistono tecniche, come quella della “sedia vuota”, della “lettera” e altre.

 Queste hanno tutte un valore catartico, liberatirio e danno un certo sollievo, in quanto aiutano le persone a prendere atto dei diversi temi rimasti in sospeso, affrontandoli.

Questi metodi sono importanti e utili, e portano la persona a divenire consapevole di moltissime cose che la riguardano.

Sono cose sepolte dentro, a livello inconscio, e, da lì, spesso esercitano effetti disturbanti nella vita.


Come trattare la questione

Ma certamente, la cosa migliore sarebbe quella di riflettere seriamente sulla morte, e decidere cosa sia per noi.

Sarebbe molto utile essere almeno aperti alle possibilità per poter ascoltare le esperienze di altre persone.

Sono sempre di più coloro che sanno che è possibile anche riuscire a stabilire dei contatti con chi non è più incarnato.

Ormai, non mancano esperimenti scientifici, studi, osservazioni che esplorino questo campo.

Non arrivano ad una prova certa, ma le risultanze sperimentali, ormai sono tali da non poter negare più determinati fenomeni come NDE e OBE.

Se ti interessa approfondire, puoi leggere qui: NDE e OBE: Pre-Morte e Viaggi Astrali

Sarebbe auspicabile, inoltre, credere di più in noi stessi e nelle nostre esperienze, ovviamente dopo avervi prestato attenzione.

Infatti, sono molte le persone che si sono trovate in situazioni difficili da spiegare razionalmente, ma non danno a queste nessuna importanza, non ci si soffermano nemmeno.

Invece, facendolo, potremmo vivere più serenamente e affrontare tutte le situazioni della vita, compresa la morte, con uno spirito completamente diverso.



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