Cibo e Psiche

Come si influenzano il Cibo e la Psiche



Cibo e Psiche si influenzano reciprocamente.

In questo articolo, descrivo alcune caratteristiche di tale influenzamento reciproco.

Le preferenze alimentari rivelano alcune caratteristiche psicologiche: dolce, salato, amaro e acidulo, non sono solo dei sapori per il palato, ma possono descrivere alcuni tratti della nostra personalità.

Per cominciare è necessario che dica che non sono una nutrizionista né una dietologa: questa precisazione è d’obbligo per rispetto ai professionisti del settore.

Io ho competenze diverse, e posso occuparmi del rapporto che c’è tra il Cibo, da una parte e la Psiche, il Corpo, e lo Spirito, dall’altra.

E’ solo su questa base che parlo; eventualmente, posso aggiungere le mie scelte personali, le quali però, non vogliono assolutamente essere consigli alimentari.


Cibo e Psiche: i 4 sapori base e il loro sviluppo

Dolce-Salato-Acido-Amaro sono le quattro tipologie di sapori che riassumono, in macro-aree, il cibo di cui ci nutriamo.

Queste rappresentano anche qualità psicologiche, ognuna delle quali si sviluppa in un determinato momento del nostro percorso evolutivo.

Il dolce è il sapore più facile da apprendere e riconoscere, ed è il primo sapore in assoluto (si pensi al latte) che il bimbo incontra nella sua vita.

Il secondo sapore, in ordine di tempo, col quale ci incontriamo è il salato, altro sapore facile da assimilare e gradire.

Un tantino più complesso come sapore, invece, si rivela il terzo sapore, e cioè, l’aspro o acidulo ( si pensi per esempio ad alcuni frutti).

Questo sapore richiede un discreto livello di maturazione psico-emotiva, e, di solito, avviene quando siamo più grandini.

L’ultimo sapore col quale entriamo in contatto è l’amaro che rappresenta il sapore più difficile da “comprendere” e richiede un livello di maturità psichica ancora più elevato.

C’è da dire anche che non tutti giungono a saper apprezzare l’amaro completamente.

E’ abbastanza intuibile, quindi, come i sapori corrispondono a determinati livelli di maturazione.

Si tratta della capacità di accettare il “dolce”, Il ” salato”, “l’acido” e “l’amaro” delle diverse esperienze che si accumulano vivendo.


Preferenze alimentari e caratteristiche psicologiche negli adulti

Questo vale per il bambino, ed è corretto così, per lui.

La faccenda è un po’ diversa, quando si parla di adulti, per cui, dalla preferenza o meno dei diversi sapori, si possono dedurre alcune caratteristiche di base.

La spiccata preferenza che più o meno tutti, da adulti, abbiamo per il dolce e il salato, è riconducibile ad una prolungata sosta nella “fase orale”, la fase della prima infanzia.

In questo periodo, abbiamo accanto chi si occupa di noi (almeno nella maggioranza dei casi) e che risolve i problemi più grandi al posto nostro.

Ci sentiamo protetti, al sicuro e amati; il nostro mondo si limita alla mamma, al papà e alla famiglia.

Questo stadio è quello più desiderato dalla maggior parte di noi, anche quando siamo adulti.

Non sempre ce ne rendiamo conto, ma tale bisogno rappresenta una delle nostre fragilità ed è una nostalgia spesso inconsapevole.

Gli altri due sapori, l’acidulo e l’amaro, richiedono, per essere apprezzati, personalità più mature e molto meno facilmente influenzabili.

Infatti, quando siamo piccoli, sono la mamma e il papà a decidere tutto per noi, influenzando anche il nostro modo di pensare.

Quando cresciamo, se da un lato perdiamo tutta la protezione e la sicurezza, dall’altro acquisiamo sempre maggiore autonomia di pensiero.

In questo modo, ci confrontiamo col mondo intorno a noi, e facciamo esperienze sempre più complesse.

Alcune possono essere definite “acide”, altre “amare”.

L’acido e l’amaro rappresentano, come avrete intuito, non solo la capacità di far fronte alle amarezze della vita, ma anche l’accettazione delle stesse.

Accettazione, non rassegnazione, cioè la comprensione più profonda del significato della vita.

Quando giungiamo a queste competenze, siamo più in grado di assumerci l’impegno di realizzare noi stessi, affermando la nostra individualità.


Cibo e Psiche: qualcosa di più “dolce” e “amaro”

C’è da aggiungere che i sapori “dolce” e “salato” vengono strumentalizzati anche da chi ha un certo potere su di noi, come le aziende alimentari.

 Così diventano uno dei mezzi attraverso i quali si esercita una certa manipolazione sulla nostra psiche.

L’abitudine ai sapori facili, vuole tendere da un lato a mantenerci in uno stadio infantile, nel quale “non dobbiamo occuparci noi di certe cose”.

Dall’altro, serve a creare una dipendenza dai suddetti sapori, che in effetti hanno un forte impatto psicologico.

Noi esseri umani siamo, infatti, animali facilmente “drogabili”.

Chi ci vuole manipolare questo lo sa.

Così il cibo tanto (troppo) saporito che va molto di moda negli ultimi decenni, ha lo scopo di creare dipendenti cronici da quei sapori.

I cibi troppo elaborati e conditi, orientano gli acquisti, perché sono facilmente riconoscibili, dall’inconscio.

Noi, solitamente, preferiamo il noto al nuovo, sopratutto in un mondo ridondante di stimoli.

Credo che sia un bene porre attenzione anche a questi aspetti.

Inoltre, ma forse lo sai già, sale e zucchero sono di fatto due “droghe”, e creano anche dipendenza fisica.

Alterano i livelli di ormoni e neurotrasmettitori nel sangue, provocando delle serie conseguenze sulla nostra salute, e sulla nostra resistenza alle malattie.


Cibi solidi o liquidi e caratteristiche psicologiche

Vorrei aggiungere alcune caratteristiche psicologiche relative alla preferenza tra cibi solidi e cibi morbidi o liquidi.

Se, per esempio, tendenzialmente preferiamo cibi morbidi e non amiamo masticare molto, ciò significa che abbiamo una certa tendenza a subire, ad essere passivi.

Siamo più accomodanti, apparentemente tranquilli, difficilmente esprimiamo rabbia.

L’ansia è sommersa, strisciante, e tende al sentimento depressivo.

Abbiamo difficoltà ad esprimere chiaramente le nostre emozioni, preferiamo evitare gli scontri diretti e assumiamo le responsabilità con un certo timore.

Se, al contrario, prediligiamo cibo solido e amiamo masticare, probabilmente siamo più attivi, diretti all’esterno, molto più volitivi.

Non temiamo molto l’aggressività, mordiamo la vita con più pienezza e coraggio e siamo pronti ad assumere le responsabilità accogliendole come una sfida positiva.

Al negativo, tendiamo ad esprimere la rabbia con molta più facilità, abbiamo livelli di ansia maggiori e fatichiamo a rilassarci.

Naturalmente, quelle qui rappresentate sono alcuni dei tratti più comuni.

Naturalmente, quando si tratta di persone, non si può mai liquidare la cosa in modo superficiale.

Ogni persona è un mondo, e va considerata a sé.



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