Il tradimento tra coniugi: un argomento sempre attuale

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Il tradimento tra coniugi: un argomento sempre attuale

Come si può spiegare il tradimento tra coniugi? Perché, anche quando si dice di amare una persona, si sente il bisogno/desiderio di stare con qualcun altro? Cos’è che attira veramente verso questo comportamento?

Il tradimento è certamente un comportamento molto diffuso: da alcune ricerche, che però risalgono al 2008, è risultato che negli Stati Uniti la percentuale di uomini che tradisce era del 24%, mentre per le donne è del 15%.

In Europa la percentuale di donne che tradisce pare essere intorno al 24%, mentre quella degli uomini sarebbe del 38%.

In Italia, pare che le percentuali aumentino: sembra che  per quanto riguarda gli uomini, 7/10 tradiscono, e per quanto riguarda le donne 5/10.

Che tali percentuali siano o meno esatte, conta poco: il fatto è che si tradisce con molta leggerezza.

Ed è strano, visto il dolore immenso che provoca.

Perché si tradisce: alcune spiegazioni

Si può pensare a spiegazioni tipo: ricerca del rischio e della trasgressione; voglia di cambiamento/novità; risvegliare la passione che si crede perduta o che è sopita dalla routine; paura di invecchiare (chiamasi crisi di mezz’età), e, naturalmente, l’insoddisfazione sessuale e/o relazionale della coppia.

Questi sono alcune delle motivazioni più addotte.

Le ragioni del tradimento

Si parla poco volentieri della evidente insoddisfazione esistente nel rapporto, perché prenderla in considerazione spaventa.

Le persone credono che affrontare questo tema potrebbe portare alla separazione, e, quindi, preferiscono tradire.

Inoltre, è tendenza diffusa, pensare di sapere cosa pensa il partner, evitando così il rischio di chiederglielo direttamente.

Si chiama “lettura del pensiero”, ed è una pratica che molte persone adottano, per evitare di sentirsi raccontare qualcosa che loro non possono prevedere: bisogno di controllo sull’altro e sulla realtà.

Persino una realtà piacevole, se imprevista, riesce a destabilizzare, quindi si preferisce “sapere già”, in partenza.

Si parla poco del vuoto interiore che si tenta di riempire, perché è un tema non adatto ai ritmi frenetici della vita di oggi, e perché nessuno ci ha educati ad avere un rapporto con noi stessi.

Questo vuoto spinge a ricercare stimoli che offuschino la sensazione di vuoto, appunto, evitando così di doverlo affrontare, e il sesso è un buono stimolo, anche se l’effetto ha una durata limitata.

Si  parla poco anche del fatto che spesso nel matrimonio si cerca nel partner il padre o la madre, qualcuno che sia rassicurante e un sicuro riferimento affettivo.

Purtroppo, però, non ci si rende conto che questo lede una relaziona amorosa sana e l’amore stesso, il quale prevede sempre, invece, una certa dose di rischio, e non conosce la sicurezza, come noi di solito la intendiamo.

In questi casi, l’amante rappresenta la persona che stimola a crescere e ad uscire dalla zona protetta, donandoci senso di forza e di libertà.

Avere un amante, fornisce la falsa sensazione di essere grandi e liberi, rimanendo, però, all’interno della zona protetta, per cui, alla fine, è un comportamento profondamente lesivo per sé e per gli altri, oltre che infantile.

Amore…ma in che senso?

In tali casi, l’amore che si dice di provare per il proprio coniuge, appartiene più al bisogno di sicurezza che non al sentimento vero e proprio, che, in realtà, cozza molto con tale caratteristica.

I rapporti fondati sul bisogno di sicurezza, sono rapporti di dipendenza e manipolazione reciproca: se danno la rassicurazione del non-abbandono, da un lato, dall’altro tarpano le ali, impedendo di crescere e di raggiungere una adeguata e più sana maturità affettiva.

Spesso le persone, per svariati motivi, cercano di rinchiudersi in rapporti che li proteggano dal mondo circostante, e che leniscano il dolore per altri abbandoni ricevuti da piccoli.

Quando siamo piccoli e indifesi, a volte anche un semplice ritardo, fatto in determinate circostanze, può essere vissuto come un abbandono.

Anche se l’abbandono è una esperienza che tutti conosciamo, questo non diminuisce la sua portata a livello emotivo, e quindi il bisogno di ricercare rapporti “sicuri” all’interno della coppia.

Tradimento e maturità affettiva

La maturazione affettiva è una conquista per ognuno di noi.

E’ una caratteristica che si sviluppa molto lentamente, attraverso l’esperienza e l’uso che si riesce a fare di essa, ed ha a che fare con il modo in cui si impara a gestire le emozioni e lo sviluppo della capacità di amare.

Naturalmente, amare ed essere capaci di amare non sono la stessa cosa: il saper amare va appreso, in quanto non viviamo e non abbiamo mai vissuto in una società che lo insegna.

Il saper amare passa anche attraverso il saper costruire relazioni sane, e il saper comunicare con l’altro.

E’ molto frequente, nella comunicazione quotidiana, parlare “sull’altro” o “attraverso” l’altro, piuttosto che parlare “con” l’altro.

Anche questo apprendimento, non è considerato un elemento importante nella nostra società, dove la comunicazione è data per scontata così come la capacità di usarla  nel modo più efficace ed efficiente.

Inoltre, sarebbe opportuno tenere presente che ogni comunicazione in assenza di relazione è violenza: questa è una cosa di cui non si tiene mai conto.

La nostra è una società dove la violenza comincia proprio dalla comunicazione quotidiana, spesso data dall’alto, e quindi mancante di relazione.

Questo tipo di comunicazione, che purtroppo spesso caratterizza anche i rapporti più intimi, diventa assenza di relazione.

In tal senso, è in grado di generare vissuti di solitudine anche all’interno di quei rapporti che sono molto significativi.

Così, anche questi rapporti, a volte, non riescono a creare quel senso di intimità e di calore di cui più o meno tutti, abbiamo bisogno.

Il tradimento si inserisce all’interno di un contesto umano e sociale, in cui le cose importanti sono ritenute marginali, non solo secondarie, e questo è una responsabilità del sistema, anche.

Quanti tipi di tradimento?

Ecco un possibile, ma non credo esaustivo, elenco di modi in cui si tradisce il partner (e sé stessi):

  • il tradimento sessuale;
  • il tradimento come eccesso di lavoro (quando non espressamente dovuto);
  • quando si passa troppo tempo sui social o comunque con i propri passatempi e passioni personali, escludendo il partner;
  • se si fa uso di gioco e sostanze che generano dipendenza;
  • quando non si presta attenzione alla qualità della relazione, facendo mancare dialogo, intimità, generando uno stato di isolamento reciproco (se si tende a “tenersi tutto dentro”, o non si da ascolto qualora venga richiesto);

Naturalmente, bisogna essere cauti nella definizione di “troppo”, perché c’è una valutazione soggettiva, oltre che oggettiva: ogni coppia ha una sua energia interna, una propria autoregolazione organismica, sulla quale non è possibile dare giudizi o fare considerazione alcuna.

Solo i partner, dall’interno del rapporto, sono in grado di stabilire se i diversi limiti sono stati infranti o no.

 

 

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