Generazioni digitali? Ma sarà davvero così?

Crescita e sviluppo della persona e delle sue risorse, per una migliore qualità della vita.

Generazioni digitali? Ma sarà davvero così?

Non esistono generazioni digitali: nessuno è ancora mai stato generato da un PC o da uno Smartphone.

Siamo ancora tutti generazioni genitali: siamo nati tutti, e ancora si nascerà, almeno per un pò, nel modo più tradizionale e antico del mondo.

La dicitura “generazione digitale” è forzosa e pericolosamente manipolatoria.

Avrebbe molto più senso parlare del senso di inadeguatezza che alcuni genitori provano nei confronti dei figli, che imparano molto più velocemente di loro ad usare questi strumenti.

Ha senso parlare di generazioni digitali?

Le ragioni del perché i figli imparano così velocemente ad usare la tecnologia, andrebbero ricercate sia nel funzionamento mentale, che nella famigliarità del prodotto.

Un cervello giovane, ha una velocità di apprendimento e di metabolizzazione delle nuove acquisizioni molto più rapida, così com’è in grado di assimilare più cose contemporaneamente: lo è stato anche per i genitori di oggi, nei confronti dei loro genitori, e così via.

In secondo luogo, l’uso collettivo che si fa di queste tecnologie, è un movens molto efficace per un apprendimento rapido, e lo rende uno strumento estremamente famigliare, comune.

Ogni generazione ha avuto questo tipo di sviluppo, nei confronti di quelle precedenti: è normale evoluzione di base, e produce dei cambiamenti, dei quali vengono tenuti in considerazione solo quelli superficiali, mentre non vengono considerati abbastanza i cambiamenti profondi, cioè quelli psicologici.

In terzo luogo, sono avvenute, negli anni, modificazioni neurologiche, che hanno cambiato alcune caratteristiche mentali e logiche, volte a favorire l’apprendimento di alcune cose rispetto ad altre.

In fine, ma non ultimo per importanza, il sistema politico-economico-sociale in cui viviamo, è determinante rispetto alla scelta di cosa deve essere imparato e di cosa no.

Queste scelte sono molto funzionali sia al mantenimento dello status quo, sia ad un tipo di economia orientata al consumismo sfrenato e senza regole, senza considerare le conseguenze, anche notevoli, che questo ha sulla vita e sull’umanità.

I “disastri” dell’Era Digitale

E già, perché se è vero che i ragazzi, e purtroppo anche i bambini, imparano troppo presto ad usare smartphone e simili, dall’altro, apprendono con molta più fatica tutto il resto.

Ecco alcuni esempi:

  • La tolleranza alla frustrazione;
  • la capacità di procrastinare del desiderio;
  • la stessa capacità di desiderare, perché ogni richiesta viene soddisfatta quasi in tempo reale;
  • la capacità di conoscere e gestire le emozioni, e in primo luogo, l’ansia;
  • la competenza relazionale;
  • l’elasticità necessaria ad adattarsi alle diverse relazioni sociali;
  • la tolleranza verso l’altro, e, quindi: la pazienza, l’empatia, la maturazione affettiva;
  • manca spesso il tempo per approfondire il rapporto con sé stessi;
  • manca , anche, il coraggio nell’approccio con l’altro: è più facile parlare con l’altro tramite messaggi che non vis-a-vis;
  • e forse altre cose ancora.

Tutte queste sono abilità non ancora completamente sviluppate nemmeno per noi adulti, e tanto meno lo possono essere per chi da noi deve essere educato, supportato e seguito.

Come usare il digitale in modo umano

La tecnologia è meravigliosa, e va usata per i propri fini, senza farsi usare da lei.

Spesso, sono proprio i genitori ad abusare della tecnologia dando così l’esempio ai propri figli.

Proprio perché la tecnologia è fantastica e merita di essere usata, diventa ancora più urgente una sana educazione sia sulle competenze relazionali che su quelle emotive.

Quindi, è sempre più necessario imparare a raffinare la nostra capacità di stabilire relazioni soddisfacenti con gli altri, in modo da non sostituire la relazione col surrogato semplificato che i messaggini rappresentano.

Perché solo un confronto con l’altro diretto e “faccia a faccia”, può far crescere come persone, e può dare la soddisfazione e, in alcuni casi, il calore, necessari dal punto di vista umano.

Inoltre, lo stra-bisogno che hanno le nuove generazioni di esibirsi in pubblico, di postare continuamente, di dare immagini di sé che a volte rasentano la pornografia, è la chiara denuncia di una mancanza a livello relazionale, che confermi la loro esistenza.

La competenza relazionale e la comunicazione, sia affettiva che formale, sono elementi essenziali per la creazione di rapporti umani coinvolgenti e soddisfacenti, nonché per costruire l’identità della persona.

Una comunicazione efficace, è in grado di fornire il giusto contenitore, all’interno del quale il bambino può sviluppare un senso di sé realistico e adeguato, nonché sviluppare fiducia in sé stesso e nelle proprie capacità.

In tal modo, non sentirebbe più l’esigenza di “mostrarsi” agli altri, per ottenere i like che gli permettono di “esistere”, e senza i quali, si rischia di entrare in una pericolosa spirale depressiva e/o di dipendenza dalla rete.

 

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