L’amore crea legami, ma qual’è la lezione per noi?

Crescita e sviluppo della persona e delle sue risorse, per una migliore qualità della vita.

L’amore crea legami, ma qual’è la lezione per noi?

L’amore crea legami profondi: ma di cosa si tratta, è un dono, ci porta un messaggio, è una prova che dobbiamo comprendere e forse superare?

C’è una lezione che dovremmo imparare quando ci innamoriamo?

Nella nostra società, cresciamo pensando che ci sposeremo, avremo dei figli, e costruiremo una famiglia, nella quale riversare l’amore che portiamo dentro, e dalla quale ricevere tutto l’amore di cui abbiamo bisogno.

Per quasi tutti è così, per lo meno.

Ci insegnano a pensare che questo è il modo giusto di costruire la nostra vita e la nostra realizzazione.

In un certo senso, ci istruiscono su quelle che dovranno essere le nostre esigenze personali, e sul modo in cui dovremo sentirci realizzati.

E se non ci atteniamo a questi precetti, siamo, quasi automaticamente, parzialmente emarginati.

La maggior parte di noi, comunque, desidera incontrare la persona con la quale poter condividere la vita, e, a volte, sentiamo la voglia di innamorarci.

L’innamoramento

L’innamoramento, chiunque l’abbia provato lo sa, è davvero un incantesimo irresistibile, spesso vissuto come un miracolo, al quale però, solitamente non si prestano le dovute attenzioni.

Raramente ci soffermiamo a comprenderne i significati, aggrappandoci, invece, al desiderio-illusione che non finisca mai, e vivendo la grande paura di perderlo.

Personalmente, sono convinta che l’innamoramento sia un dono molto prezioso, che viene offerto per poter compiere un determinato salto evolutivo (leggasi “cambiamento”).

L’innamoramento è, forse, la più grande forza esistente, in grado davvero “di far attraversare l’oceano a nuoto” e “di smuovere le montagne con le mani”, ed è un aiuto molto grande che ci viene offerto.

Ma ha anche un grande prezzo da pagare, che molto spesso riguarda la capacità di comprendere appieno il suo significato, portare a termine il compito, e lasciarlo andare, se deve andare.

Al contrario, mi pare che, nell’innamoramento, ci comportiamo in modo del tutto contrario: tentiamo di trattenerlo, vivendolo con superficialità, e considerando solo il nostro stato d’animo, senza minimamente prendere in considerazione i suoi significati.

Sappiamo tutti che non è detto che l’amore debba durare, eppure ci aggrappiamo egoisticamente, alla nostra felicità, un po’ ebete, data dallo stato di innamorati, e non pensiamo ad altro.

Così come non intuiamo che l’amore, che potrebbe nascere dopo questo fatale periodo, va costruito proprio sui cambiamenti proposti, e incentivati dall’innamoramento.

L’amore crea legami

Così, invece di addentrarci in un rapporto davvero nuovo, forti dei cambiamenti interiori necessari al rinnovamento, ci entriamo pressoché invariati, senza aver compreso che per raggiungere quello che desideriamo, era necessario affrontare il cambiamento.

L’amore è un legame: nel bene e nel male.

Se cambiamo davvero, il legame è positivo e propizio, e il rapporto soddisfacente e sano.

Se non accettiamo di metterci in discussione e cambiare, il legame è negativo, la relazione insoddisfacente, perché riporta in luce tutte le carenze per le quali volevamo trovare riscatto con la persona di cui ci siamo innamorati.

Solitamente, ci ritroviamo in relazioni con i limiti, le difficoltà o le carenze sofferte durante l’infanzia con i nostri genitori, uno o entrambi.

Inoltre, creare legami implica la necessità di ottemperare in un determinato modo a degli obblighi nell’anima, che, come sappiamo dalle Costellazioni Famigliari, passano di generazione in generazione, e sono all’origine di molti disturbi.

Il legame diventa karma

Probabilmente, il karma è un derivato di legami, la cui origine è il non-cambiamento, e la non comprensione degli eventi della propria vita.

Quindi, ha un’origine “negativa”, proprio perché poggia sull’assenza di responsabilità degli esseri umani nello svolgimento del proprio percorso evolutivo.

Vedo molto di frequente persone che, pur ritenendo validi i concetti sopra esposti, non sono intenzionate, in prima persona, a mettere in discussione sé stesse e affrontare i cambiamenti necessari, aspettando invece che siano gli altri a cambiare.

Ma in questi percorsi, non si può “farci”, bisogna “esserci”.

Ritengo che, se si desidera qualcosa, bisogna essere disposti a pagarne il prezzo.

Disposti, non disponibili.

L’amore e i legami

Un legame è qualcosa che lega, che costringe, che limita: siamo sicuri che il significato profondo dell’amore sia questo?

Dobbiamo davvero legarci ad un altro essere umano per amarlo, oppure c’è un enorme fraintendimento di fondo, molto funzionale alla nostra paura abbandonica?

E funzionale anche al tipo di sistema socio-economico nel quale siamo inseriti, ma questo è un altro discorso.

E forse, i legami dell’anima, che tanto cerchiamo qui sulla Terra, e che dovrebbero rappresantare l’Amore, in realtà ne rappresentano solo una sua diviazione, e limitano lo sviluppo della reale capacità di amare.

Quest’ultima, ha più a che fare con il saper lasciar andare, che non col trattenere; con la libertà, che non con il possesso; con lo Spirito, più che con l’Anima e il karma.

Amore e paura si trovano agli estremi di un continuum, tale per cui più c’è amore e meno c’è paura, e viceversa.

Qui sulla Terra, a causa della materia, di cui facciamo parte, il massimo di amore che possiamo sperimentare è intriso di paura e di bisogni, e si trova, al più, verso la metà del continuum di cui sopra.

Amore e legame come funzioni del modello evolutivo

Ritengo che il modello sociale nel quale siamo inseriti, non sia più in linea con le nostre necessità evolutive.

Forse, è andato bene fino ad ora, ma, non essendo più esseri puramente biologici, credo che dovremmo smettere di comportarci come tali.

La continua ricerca di sesso e di gratificazioni biologiche ci trattiene ad un livello evolutivo molto basso, che continua a creare dei karma negativi, e tiene prigionieri in legami che poco hanno a che fare con l’amore, ma molto col possesso.

Naturalmente, non bisogna rinunciare ai piaceri e ai bisogni del corpo; se lo prendiamo, il corpo, è anche per godere dei suoi benefici.

Ma, poiché il corpo è strettamente collegato all’anima, sarebbe meglio, per la nostra salute, anche fisica, renderci conto che vivere solo sui bisogni, conduce a non evolvere e a rimanere schiavi della paura.

Secondo me, sarebbe molto più sano capire che la conoscenza di sé, la consapevolezza profonda e la ricerca interiore, sono estremamente utili anche per godersi meglio la vita.

 

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