L’AMORE CHE LEGA E L’AMORE CHE LIBERA

Sono cresciuta credendo nel grande amore.

Uno sguardo intenso, un’intesa profonda, e…insieme per sempre.

È il sistema in cui viviamo che ci cresce così.

Poi, la sera in cui la mamma è morta, è successo qualcosa che mi ha cambiata per sempre.

Ho avuto una di quelle esperienze trascendenti quasi impossibili da raccontare.

Ho visto e sentito la sua presenza: della mamma, che non era più solo mia mamma, ma un essere immenso.

E un abbraccio di luce smisurato, invisibile, vivo mi ha avvolta in un attimo.

Lì ho incontrato l’Amore.

E lì ho capito.

Quello che qui chiamiamo amore…non è amore.

Il nostro modo di amare, qui, è smarrito.

È schiavo di bisogni, paure, solitudini.

Ci lega, ci attacca.

Ci avvinghia per non perderci

E affonda le sue radici nell’invidia.

Sì, proprio nell’invidia.
Quella primaria.
Quella del neonato.

Quella che non riconosciamo, ma che ci spinge a trattenere, a voler avere, a non perdere.

Anche quando diciamo “voglio il tuo bene”, spesso stiamo dicendo: “ho paura di perderti”.

E l’innamoramento?

È un messaggio, non un caso.

Ma il messaggio non è “resta”.

È “comprendi, vai a fondo”.

In quell’incontro c’è una possibilità: uscire dalla gabbia.

Quella dei condizionamenti, delle regole nascoste, dei divieti e dei permessi che ci dicono come stare al mondo.

E spesso non ascoltiamo il messaggio, ma ciò che quell’incontro muove: il bisogno, la paura, l’attrazione che trattiene.

L’Amore conosciuto quella sera è altro.

Non lega.
Non chiede.
Non ha bisogno.

È libertà.
È luce.
È una presenza che non trattiene.

So bene quanto, da innamorati, si è convinti che ciò che si vive possieda queste qualità.

L’ho vissuto anch’io.

E adesso so quanto mi ero illusa.

Non si tratta di rinunciare ai nostri rapporti terreni.

Ma di vederli finalmente per ciò che sono: una palestra per la coscienza.

È proprio guardando in faccia le nostre paure e i nostri attaccamenti che possiamo iniziare a ripulirli.

Per avvicinarci, un passo alla volta, a qualcosa di immensamente più vero.

Suggerito: https://psicolistica.it/preoccuparsi-e-un-atto-di-sfiducia-camuffato-da-bonta/



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