LA FIDUCIA IN SE’ STESSI

LA FIDUCIA IN SE’ STESSI

La Fiducia in Sé Stessi non ha a che fare con l’autostima, l’autoaffermazione o la considerazione razionale che si ha di sé stessi.

Questi fattori appartengono alla sfera dell’Ego, cioè quella relativa al Terzo Chakra, e non bastano a determinare una profonda e sostanziale fiducia in sé stessi.

Quest’ultima appartiene, invece, al Quarto Chakra, al Cuore e all’Amore con la A maiuscola, e implica il credere fermamente nella propria vita su questa terra e che questa ha uno scopo preciso e noi siamo qui per realizzarlo.

E’ necessario comprendere se la strada che si sta percorrendo è il proprio “progetto di vita”, ed è in armonia con lo Spirito Incarnato, perché è solo procedendo sul proprio vero percorso che possiamo vivere con fiducia ed entusiasmo, sapendo che per ogni cosa che accadrà ci sarà sempre anche la soluzione migliore.

Questo non vuol dire che abbiamo un destino già scritto dal quale non si può derogare: 1) c’è sempre il libero arbitrio; 2) non si tratta di un destino, ma del nostro desiderio originale: non è una costrizione, ma una liberazione per noi.

Se siamo sul nostro cammino, siamo felici, se siamo su un altro cammino, più dettato dai bisogni terreni e dell’Io, facciamo più fatica ad essere felici, ed è più probabile che sentiamo sempre un certo vuoto interiore, come qualcosa di indefinibile che ci manca e non riusciamo mai a raggiungere.

Tutto qua: nessuna colpa, nessuna punizione se non si fa quello che si era deciso prima di venire, nulla di pericoloso o di terribile, solo che forse, non si riesce ad essere così soddisfatti di sé stessi e della propria vita.

Tutto questo discorso, naturalmente implica che ci sia una consapevolezza di chi si è, e innanzi tutto, di quali sono i temi esistenziali che caratterizzano la propria vita.

Tali temi sono quelli che io  ho battezzato i “pensieri fondanti”: idee che elaboriamo e interiorizziamo da molto piccoli, e che da quel momento in poi, iniziano a richiamare verso di noi determinate esperienze.

Queste esperienze rappresentano la nostra sfida, il nostro programma evolutivo, superato il quale, possiamo raggiungere la felicità.

Un numero sempre maggiore di persone conferma, in modi diversi e per vie differenti, che lo scopo ultimo del nostro stare al mondo sia proprio essere felici, e sperimentare l’Amore dello Spirito.

In sostanza, si tratta di vivere qui nella materia come Spiriti Incarnati, con quella coscienza, al di fuori di qualsiasi paura, senza ansia e dolore e al di sopra dei bisogni dell’Io, che si rivelano fuorvianti perché lontani della vera Fede.

Questa operazione ci porta a vivere “sotto il dominio” del Cuore, del Quarto Chakra: il luogo dove abitano Amore e Felicità.

Per Felicità, però, non si intende qualcosa di statico e quasi ebete, come uno stato di fissità immutabile che comporta una sorta di serenità perenne:

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La vera Felicità è dinamica, è movimento e continua evoluzione: “l’uomo è felice quando ha uno scopo da raggiungere”, come dice Maxwell Maltz, quando è in azione e può scoprire cose nuove, perché questo lo fa sentire vivo.

Vita e Felicità sono, in sostanza, la stessa cosa: essere felici non significa non avere “problemi”, ma riuscire sempre a risolverli, accogliendo la sfida con curiosità e interesse, anziché avendone paura.

La vita allora diviene il nostro “hobby”, una cosa che ci appassiona e che facciamo con fluidità, senza stress, superando eventuali impasse con semplicità e immediatezza, come se stessimo provando una coreografia di danza, correggendo gli errori man mano che si presentano, o come se stessimo costruendo una qualunque cosa, e nel passare dal progetto alla sua realizzazione, sorgono alcuni imprevisti grazie ai quali possiamo “aggiustare il tiro”.

So perfettamente che realizzare questa condizione di vita, non è un’operazione facile, so quanto impegno richiede, e so che sono necessari un lavoro e una fiducia profondi: fiducia in sé stessi e nella propria vita, naturalmente.

Quando però si raggiunge un simile traguardo, la vita diventa davvero una meravigliosa avventura, da vivere intensamente, e ogni singolo attimo è importante e unico.

In questo percorso, una buona compagna è la Fede, che serve prima, durante e sempre, se si decide di affrontare il famoso “passo nel vuoto”. (Se vuoi approfondire questo discorso puoi vedere qui: fede e fiducia ).

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