Il senso della vita 1: Karma e altre questioni

Crescita e sviluppo della persona e delle sue risorse, per una migliore qualità della vita.

Il senso della vita 1: Karma e altre questioni

Giorni fa ho cominciato a mettere giù qualche idea riguardo al senso della vita, al Karma e ad altre questioni.

Ma mentre scrivevo ho avuto, come altre volte, la sensazione di avere qualcuno che mi dettava le cose da scrivere, e così ho lasciato che la mano scrivesse senza che, quasi, fossi io a pensare a ciò che mettevo su carta.

Non sono affatto sicura che si sia trattato di scrittura ispirata, ma la sensazione era che  le frasi fossero già pronte da scrivere, senza che le dovessi pensare; era come se ci fosse un flusso che dovevo seguire fino a quando non si fosse interrotto da solo.

E così ho fatto.

In ogni caso, quello che segue è quanto venuto fuori da quel flusso.

Il senso della vita: perché siamo qui?

“Si viene sulla Terra per cercare di far evolvere il Pianeta e l’Umanità.

E’ abbastanza irrilevante quello che si decide di fare o non fare, ciò che conta è quanto si cresce, si impara e si scambia con gli altri.

Non c’è un programma prestabilito, con segnate le diverse esperienze di vita.

Le spiegazioni che si cerca di dare attraverso la teoria del Karma, sono umane, e dunque inattendibili.

Alcune persone vengono per sperimentare certe situazioni particolari, perché serve alla loro crescita, ma è una scelta che evidentemente è condivisa da più Anime e/o Spiriti, coinvolti nella medesima evoluzione, e comunque mai viene presa da soli.

Non si sceglie da soli di incarnarsi in un determinato periodo, in un certo posto, con quei genitori, ecc., perché è impossibile pensare che ognuno scelga per sé.

Se fosse così, chi sarebbe alla mercé delle scelte di chi?

Questa è una versione davvero egocentrica! Come se tutto il genere umano dipendesse dalle scelte di uno solo, senza, per altro, specificare chi.

Una vita viene preparata; è possibile seguire una famiglia alla quale si appartiene, e si va dove è quella famiglia, seguendone le sorti, che sono già frutto di molti anni e molte generazioni di scelte compiute nella materia, sotto il suo influsso, e sotto il condizionamento della società alla quale si appartiene e delle sue regole.

Quindi, non si può affatto programmare la propria vita, poiché si arriva in una situazione già corrotta, alla quale ci si deve adattare come meglio si può; ma i giochi sono fatti, e risalgono a chissà quanto tempo prima.

E’ in questa situazione impura che si tenta di realizzare l’idea con la quale si è venuti al mondo.

Il Karma e l’Anima

Quando si parla di gruppi famigliari, si parla di persone che hanno un legame nell’Anima, parlare di famiglia non ha alcun senso per lo Spirito, perché siamo Tutti Uno.

Poiché ci incarniamo seguendo uno di tali gruppi, è possibile che all’interno di essi, la nostra e la loro Anima abbia quei famosi conti in sospeso.

Il modo in cui vengono trattate queste questioni, farà la differenza tra parlare di Karma o di semplice ed egoica vendetta.

Se seguo i dettami dell’Anima, che mi impongono di riportare armonia ed equilibrio, allora dovrò essere capace di guardare in profondità dentro di me, e ragionare davvero col cuore.

Non si tratta di perdonare, ma di com-prendere (prendere con) profondamente, e trasformare in “bene” ciò che era “male”.

Se, al contrario, mi rifiuto di lavorare in profondità su me stessa e rifiuto di comprendere, allora non vivo nell’Anima e non riporto l’equilibrio, ma mi vendico, cioè, cedo all’ego e alla materia.

Credo decisamente che per parlare di Karma, sia necessario ragionare con l’Anima e quindi con il cuore; il resto è vendetta, che non dovrebbe essere assolutamente necessaria, dopo il passaggio nel mondo dello Spirito e la revisione della propria vita.

Quando rivedo la mia vita, vedo tutto il bene e il male che ho fatto e com-prendo, e ciò che eventualmente posso desiderare è di tornare per mettere amore sulle ferite del passato.

Se torno sulla Terra e metto odio, è evidente che mi allontano dal mio Spirito, e facendomi corrompere troppo dalla materia e dall’ego, dunque creo ulteriore disarmonia e acutizzo il male che c’era.

Queste cose io non le chiamo Karma, ma rientrano nella bassezza dell’uomo che spesso, nella materia, da il peggio di sé, creando situazioni di vita per sé e per gli altri, anche molto dannose o, addirittura, impossibile da vivere.

Comprendere le cause delle difficoltà che incontriamo

In quest’ottica, le Costellazioni possono aiutare a comprendere alcune cause dei problemi di fronte ai quali ci si trova, ma non sempre è possibile risalire a tutte.

Le Regressioni nelle vite precedenti, qualunque cosa rappresentino, possono aiutare a risolvere alcuni problemi (fobie o altro), ma nemmeno queste sono una panacea universale.

Anche perché non si sa quanto siano attendibili: a volte compaiono nella mente dei ricordi di epoche troppo recenti, ed è improbabile riuscire a preparare una vita in così poco tempo.

Forse, a volte, non sono i propri ricordi quelli che emergono, ma contattando l’Anima Famigliare, è possibile accedere a determinati contenuti che appartengono all’Anima della propria Famiglia, e che possono aiutare a comprendere alcuni blocchi della vita che si sta vivendo.

Ma la vita che si sta vivendo è in balia non solo delle scelte fatte nel passato, ma di tutte quelle attuali, e della struttura della società, che è estremamente condizionante.

Il lavoro su sé stessi, se diventa obbligatorio per poter migliorare sé stessi e la propria vita, non è comunque sufficiente a risolvere tutti i problemi che si vivono, nel momento in cui si viene catapultati in una società che vive e si nutre di paura, come la nostra, per esempio, e per questo compie numerosissime scelte sbagliate e nocive.

Ci si può trovare quindi, ad essere vittime non solo dei propri pensieri fondanti (le emozioni sono il pensiero della pancia), ma anche di situazioni che non dipendono da sé stessi, ma dal mondo al quale si appartiene.

Il senso della vita: giusto, sbagliato, Karma

Ci sono persone che indubbiamente se la passano meglio, e altre che decisamente stanno peggio.

Ciò non è dovuto al Karma, o a una sorta di punizione o premio, ma alle condizioni a cui si faceva riferimento prima, che possono complicare anche molto una vita, portandola lontana dalle intenzioni originali, oppure semplificarla, anche di molto.

Il corpo e la psiche sono più fragili dello Spirito e dipendenti dai risultati esterni, anche per reali necessità di sopravvivenza.

Per questo, lo Spirito non può fare molto, ma elevare la propria frequenza avvicinandola il più possibile a quella dello Spirito, aiuta a vivere meglio e a trovare più soluzioni.

Si può realizzare qualunque cosa si riesce a realizzare: non ci sono programmi per quanto riguarda le ambizioni personali.

Farcela o non farcela per lo Spirito non è importante.

Ciò che conta è imparare quante più cose possibili, conoscere sé stessi, capire come funziona l’essere umano, capirne le diverse reazioni e i diversi comportamenti nelle diverse condizioni di vita.

Per aiutare sé stessi la Fede risulta fondamentale, perché la Fede ti porta a vedere oltre e ad essere di più di quello che si è nel corpo, quindi ad avere più possibilità”. (Fede e Spiritualità: verso una nuova definizione)

Questo è ciò che quel flusso di pensieri conteneva; nei giorni seguenti ne sono seguiti altri altri, che contengono alcuni approfondimenti.

Quindi, se vorrai continuare la lettura, continua a seguirmi.

Grazie.

 

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