Il Pensiero Positivo “intelligente”.

Il Pensiero Positivo “intelligente”.

E’ da parecchi anni ormai che si sente parlare di Pensiero Positivo, ma io ho deciso di chiamarlo Pensiero Positivo Intelligente, perché ho notato che spesso ci sono fraintendimenti, e mi sembra importante fornire qualche utile indicazione.

Quando facevo la Specializzazione, c’era una mia collega che mi diceva spesso: “devi pensare positivo, sei tu che ti attiri le cose negative”, con aria davvero petulante, e io l’avrei strangolata volentieri.

Mi chiedevo: “ma che cavolo dici? (veramente la parola che avevo in mente era un’altra!), come se quando accadono cose brutte a un bambino, sia colpa sua perché non ha pensato positivo! Ma va’ al diavolo! (Anche qui l’espressione che avevo in mente era un’altra)”.

Alcuni anni dopo la Specializzazione, mi “arrivarono a casa” – sono quelle cose che C.G. Yung ha definito: “le sincronicità” – due cassette della Louise Hay…sì, c’erano ancora le cassette, non mi sono sbagliata.

E fu davvero una cosa provvidenziale.

Cominciai subito ad ascoltarle e sentii immediatamente che lì dentro c’era qualcosa di speciale.

Così ho iniziato a seguire i suoi consigli e a metterli in pratica, e per il primo periodo,  tutto sembrava funzionare.

Ma dopo un po’ il Pensiero Positivo non funzionava più…

Dopo un po’, però, le cose ricominciarono a precipitarmi addosso, ed io rimasi molto delusa  e arrabbiata.

Comunque, non volevo demordere: quella cosa era vera, la “sentivo” vera, doveva funzionare per forza.

Forse c’era qualcosa che mancava, qualcosa che non sapevo o che non capivo, e quindi mi misi a studiare a fondo la filosofia del Pensiero Positivo, utilizzando anche tutte le conoscenze che come psicologa e psicoterapeuta avevo accumulato.

E cominciai a capire meglio come funziona la cosa.

Da allora, la mia comprensione del “Pensiero Positivo” è sempre cresciuta, essendomi “arrivate a casa” una moltitudine di nuove e importantissime informazioni.

Incontrai le Costellazioni Famigliari,  e iniziai a studiarle, scoprendo numerose indicazioni fondamentali, oltre che uno strumento di lavoro fantastico.

Successivamente, un mio conoscente mi portò dei libri sulle implicazioni che la fisica quantistica ha introdotto nella realtà con le sue scoperte, e come queste potevano applicarsi anche alla psicologia.

Un nuovo inizio

Unendo tutte queste conoscenze, ho potuto re-intraprendere il percorso suggerito dalla Hay, con una direzione molto più precisa.

La prima cosa importante da capire è che non di pensiero di “testa” si parla, ma di “pensiero del cuore”, e bisogna passare anche dal “pensiero della pancia” per arrivarci.

In ogni caso, mente, corpo e anima, vanno sincronizzate.

La mente, mente, si suole dire. Mente: come funzione e dis-funziona

Io condivido solo in parte questa affermazione: la mente, mente,  spesso è vero, ma abbiamo bisogno di lei, dunque dobbiamo insegnarle a dire la verità.

E comunque, altrettanto spesso ci aiuta a capire, ad interpretare, ci sostiene in molte situazioni: la mente è anche un dono meraviglioso, e va valorizzato, imparando ad usarla bene.

La mente può imparare a dire la verità se viene ricollegata al suo contenitore originario, il corpo, senza il quale, si perde nell’ansia e nella paura eccessive.

Quindi il lavoro di integrazione tra mente, corpo e emozioni, è il primo passo per iniziare il percorso del Pensiero Positivo. Il Corpo e il suo linguaggio 1

In tal modo si diventa consapevoli di numerosi processi che avvengono dentro di noi, impariamo a conoscerci, e abituiamo la nostra mente a non fuggire di fronte ai messaggi che il nostro corpo invia e alle nostre emozioni.

La consapevolezza di sé e l’integrazione sono necessarie, perché il pensiero è energia, ed è effettivamente in grado di creare realtà.

Ma deve essere energia “pulita”, cioè scevra da blocchi, traumi, sofferenze profonde, negazioni, difese che la inquinano, ovvero, la rendono o inservibile o, peggio, dannosa. Il Corpo e il suo linguaggio 1

L’energia che agisce nel Pensiero Positivo, infatti, è quella profonda e inconsapevole, e se non è pulita, può addirittura portare a risultati opposti a quelli che desideriamo.

E’ esattamente il percorso che ho seguito io, e la cosa sorprendente, per me, è stato scoprire quante cose credevo risolte e passate, invece non lo erano affatto, e continuavano a gettare ombra sulla mia vita, portandomi decisamente esperienze indesiderate.

Ad ogni modo, è abbastanza facile scoprire se esistono contenuti del genere: basta vedere se ci sono alcune esperienze che tendono a ripetersi, o situazioni nelle quali, immancabilmente, ricadiamo.

L’Inconscio

Come ha mirabilmente capito Freud, il nostro inconscio continua a farti ricadere nelle stesse situazioni per darti l’opportunità di scoprirle e liberartene.

I contenuti dell’Inconscio, sono in stretta relazione con il pensiero della pancia, che riguarda anche la componente emozionale.

Qui ci sono emozioni che conosciamo e alle quali permettiamo di emergere, ed emozioni alle quali impediamo sistematicamente ed inconsciamente di venire alla coscienza, perché abbiamo paura di non riuscire a contenerle se dovessero farlo.

Superando queste difese, e lasciando emergere ciò che vuole emergere, scopriamo il nostro bene, ed è questa la strada che apre le porte del nostro cuore.

Il Pensiero Positivo e la sua origine

Il pensiero del cuore, è la sola ed unica origine del vero Pensiero Positivo, e quando ci si arriva, si scopre anche l’amore per sé stessi, e molte cose si rasserenano spontaneamente.

Inoltre, è da qui che parte il potere creativo, quello che costruisce, nel tempo, la realtà che desideriamo per noi.

 

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