Gli eventi che ci accadono hanno un “perché”?

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Gli eventi che ci accadono hanno un “perché”?

Esiste un “perché” agli eventi che ci accadono nella vita? Arrivano davvero al momento giusto? Devono insegnarci veramente quello che avevamo deciso di imparare? Ci accadono solo le cose che siamo effettivamente in grado di affrontare e superare?

Sono tutte domande che molti fra noi si pongono, ognuno dandosi una risposta, cercando quelle degli altri, confrontandosi, ma alla fine qualche dubbio rimane sempre.

Quindi, che anche dopo aver letto quanto scritto qui, qualche dubbio rimarrà.

Se siete come me, allora vorreste che qualcuno che sta dall’Altra Parte, venisse qui, in carne e ossa, anche solo per 5 minuti, a dare queste benedette risposte, ma questo non succede, purtroppo,  anche se la speranza è l’ultima a morire!

Naturalmente, io sono del parere che ogni cosa che accade ha un significato e un valore.

Già da più giovane, in adolescenza, ero convinta di ciò: l’ho sempre sentito, e ho sempre cercato il significato di qualunque cosa mi accadesse.

E, in effetti, alcuni fatti, nel tempo, li ho potuti verificare, altri, invece, sono ancora in lavorazione, diciamo così.

Ma veniamo a noi: gli eventi che accadono e il loro perché.

Mi piacerebbe fare degli esempi e procedere con ordine.

La prima domanda, la lascio per ultima, e comincio con la seconda: gli eventi arrivano al momento giusto?

Rispetto alle cose che mi sono capitate e che mi stanno capitando, e sulla base di quello che ho visto lavorando con le persone che si sono affidate a me, direi di sì.

Per esserne sicuri, potete farvi queste domande: se mi fosse accaduto un mese fa o due, tre, sarebbe stato lo stesso? Come avrei reagito? Cosa c’è di diverso oggi, che non c’era un mese fa (o due, tre)?

La terza domanda, e cioè se tali eventi ci devono insegnare qualcosa, ha, secondo me, due tipi di risposta: una più Psicologica = ogni esperienza ci insegna qualcosa, sta a noi volerla imparare; l’altra più Spirituale = era nei miei piani di Spirito prima di incarnarmi questa esperienza?

Questa  è una questione cruciale, e a volte sorge il dubbio che ci sia “qualcosa che non va” nelle cose che capitano: sembrano troppo grandi, troppo difficili, troppo tutte insieme…

Per iniziare, come immaginerete, posta in questo modo la domanda richiede che ci sia una effettiva Fede nell’eternità della Vita e nella nostra essenza Spirituale: se questi due ingredienti ci sono davvero, siete già a buon punto.

Forse bisogna imparare a procedere per steps successivi.

Già scoprire di avere una reale Fede, è tantissimo: è molto più facile avere una Fede a metà, cioè credere, ma solo in presenza di prove e conferme, piuttosto che credere punto e basta.

Dunque, la necessità, prima di rispondere completamente alla domanda di cui sopra, è di imparare a sviluppare il sentimento di Fede. Fede e Fiducia, sono la stessa cosa?

Successivamente, si può considerare che è più probabile che prima di incarnarci decidiamo una sorta di canovaccio, sulla base del quale veniamo qui e viviamo le diverse esperienze, che però, non possono essere decise a priori nel dettaglio.

Contrariamente, dovremmo pensare che viviamo una vita in cui tutto è stabilito, e non ci sono molti margini d’azione personale, ma mi pare poco credibile questa seconda possibilità.

L’ipotesi che sposo (perché di ipotesi si tratta, ovviamente!) è che seguendo il proprio canovaccio, ci si può allontanare da esso, e, in effetti, così avviene spesso, per diverse ragioni.

Ciò comporta commettere degli “errori” (scelte sbagliate) che allontanano dal percorso scelto, oppure, si possono subire “errori” di percorso di altri, che provocano alcune deviazioni nel nostro percorso e queste esperienze non erano previste, in origine.

Ma, nella pratica, e qui veniamo alla quarta domanda, ogni cosa che avviene è comunque contemplata nel tutto: Bert Hellinger ritiene che per questo motivo, qualunque cosa capita è perfetta così com’è.

Alcune altre ipotesi

Chi fa viaggi astrali, come per es. i coniugi Givaudan, ritengono che le cose che ci capitano sono comunque destinate a noi, anche se fuori programma, e dunque, siamo in grado di affrontarle e risolverle.

Altri ancora, affermano che in realtà tutte le esperienze che ci capitano sono state decise in anticipo, sono nostre e rappresentano esattamente il nostro percorso evolutivo.

Esistono gli “idealisti del Karma” che ritengono che se ti capita qualcosa, è perché hai contratto un debito nella incarnazione precedente.

Io ritengo che, se qualcosa è contemplata nel tutto, è comunque già prevista: che sia prevista per noi, e cioè che noi si sia effettivamente in grado di superarla, può dipendere dalla nostra credenza.

Se si è convinti che in qualche modo ce la si fa in ogni caso,  allora, sarà così, se non lo si crede davvero, allora si potranno avere delle difficoltà.

E ora veniamo alla prima domanda: gli eventi che ci accadono hanno un “perché”?

Gli eventi che ci accadono, hanno dei significati precisi, o si tratta solo di fortuna/sfortuna?

Personalmente, ho sempre rifiutato l’idea di essere “sfigata”, e non solo perché è una cosa brutta, ma sopratutto perché sentivo dentro altre verità, più profonde e più vere, anche se più complicate.

Più o meno, si è già compreso che la risposta alla domanda, almeno per me, è si; rimane da capire quali sono questi perché, e se c’è un modo standard per poterlo comprendere.

A quanto mi risulta, l’unico modo “standard” che si può utilizzare è quello di chiedere: formalmente, praticamente.

Chiedere, diciamo così, all’Universo, o a “Loro”: “ditemi cosa significa, per favore! Spiegatemi questa cosa”, e attendere la risposta.

Per la mia esperienza, la risposta di solito è immediata, ma succede spesso che non la si ascolti, o perché non piace e se ne vorrebbe un’altra (cosa che però non avviene mai!), o perché in quel momento non si saprebbe che farsene.

Di solito ricevo le risposte in tutti gli stati d’animo possibili, anche quando sono molto arrabbiata, per esempio, che dovrebbe essere uno stato di chiusura, a volte, però, non riesco proprio a sentire, nemmeno stando in ascolto.

In questi casi, mi viene il dubbio che si tratti di carenza di Fede: se la mia Fede in me stessa e nella mia vita vacilla, allora non riesco a sentire le risposte o non mi viene risposto (o almeno così mi pare).

Comunque, purtroppo, restano ipotesi, e, credo, che in un campo simile, nessuno possa realmente dare garanzie a qualcun altro.

Quello che si può fare è allenarsi all’ascolto interiore, cosa che comunque riesce meglio man mano che ci si conosce e si impara ad amarsi e a fidarsi di sé stessi.

Facciamo qualche esempio.

Mi è anche successo di aiutare alcune persone a trovare tali ragioni: questo è possibile, perché una persona terza, è più obiettiva, sopratutto se ha anche delle competenze, ma deve poi esserci la disponibilità ad accettare le risposte che si trovano. 

Per esempio, se ti entrano i ladri in casa, e tu sei una persona che evita di affrontare le sue paure, allora, a mio modo di vedere, questa esperienza, che mette a rischio proprio il luogo che dovrebbe essere quello più rassicurante, ti sta dicendo che è arrivato il momento di cominciare ad affrontarle.

In altri casi, avere dei ladri in casa, può rappresentare un ritorno di energia negativa che hai prodotto:

  • odiando, giudicando e disprezzando chi ruba;
  • sentendoti continuamente derubato;
  • togliendoti tu stesso delle cose, come per esempio autostima, amore e rispetto;
  • altri significati a seconda dei casi.

Oppure, se incontri sempre persone di uno stesso tipo, per esempio, che ti trattano come uno zerbino, è evidente che bisogna ricercare nella propria storia famigliare da chi ci siamo sentiti trattati allo stesso modo.

Tutte le volte che incontriamo queste persone, la vita ci sta dando la possibilità o di scoprire qual’è l’origine di queste esperienze, per cominciare a risolverle, o di testare a che punto siamo del processo risolutivo.

Naturalmente, ogni situazione è da valutare singolarmente, e non si possono dare significati comuni: può essere fuorviante.

Concludendo…

…se vuoi smettere di avere paura, allora devi affrontare la paura; se vuoi avere Fede, allora, devi avere Fede, se vuoi essere felice, allora, devi cominciare ad essere felice, se vuoi amore, allora, devi amare; se vuoi non sentire più la rabbia, allora, devi smettere di arrabbiarti; e così via.

Tutte soluzioni semplici, ma per niente facili! 😉

 

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