Ansia e Stress, nemici invisibili. Come difendersi?

Ansia e Stress, nemici invisibili. Come difendersi?

L’ansia e lo stress sono ormai diventati dei compagni di vita, e sono i nostri nemici invisibili. Come possiamo difenderci, allora?

Naturale, viste le condizioni nelle quali siamo obbligati a vivere!

Non possiamo cambiare certe cose, ma è possibile intervenire su noi stessi.

La prima cosa che c’è da sapere, è che un certo quantitativo di ansia è normale e fisiologico, è lo stato di “arousal” (attivazione, eccitazione), utile per mantenerci attivi e in azione.

Ma certamente i quantitativi che fagocitiamo oggi, sono ben altra cosa.

Poiché l’ansia fa parte del nostro patrimonio istintuale, facciamo regolarmente i conti con i suoi effetti.

Il circolo vizioso dell’ansia.

In particolare, con alcuni piccoli stati di apnea che si producono naturalmente, e che, in condizioni normali, vengono assorbiti facilmente dal corpo e dalla mente.

Quando invece ci troviamo in condizioni “non normali”, ovvero ogni volta che siamo soggetti a emozioni, fatti, eventi, qualunque cosa che faccia salire lo stato di “attivazione fisiologica”, questi stati di apnea aumentano la loro durata e la loro frequenza.

A seconda del tipo di stimolazione alla quale siamo sottoposti, lo stato di attivazione cambia: maggiore è quest’ultima, maggiori sono le apnee.

In tali condizioni la mente, non vedendosi rifornire della solita quantità di ossigeno alla quale è abituata, entra in allarme.

Questo allarme, procura ulteriore ansia, e la maggiore quantità di ansia appena prodotta, aumenta le apnee, quindi diminuisce la quantità di ossigeno al cervello, il quale aggrava lo stato di allarme, e così via.

Quando noi ci sentiamo ansiosi, questo circolo è ormai in funzione da un certo tempo, per cui siamo già molto deficitari di ossigeno al cervello.

Respirare tanto, tanto, tanto, e sempre, sempre, sempre

Ecco perché un’ottima strategia per diminuire immediatamente il livello di ansia, è quello di respirare a fondo concentrando l’attenzione sul respiro stesso in modo da fermare il più possibile il lavorio mentale (il lavorio mentale è uno dei prodotti dell’ansia).

Nella nostra società, da troppi anni ormai, siamo stati educati a respirare poco, molto poco.

Per fortuna lo sport e altre discipline aiutano a recuperare questa preziosa e benefica funzione vitale, ma, se respiriamo quando facciamo sport o altro, non respiriamo abbastanza in tutte le altre ore del giorno.

Una buona parte delle arrabbiature e del cattivo umore che ci portiamo dietro è solo un altro dei tanti effetti collaterali dell’ansia.

Vedrete voi stessi che subito vi sentirete più lucidi mentalmente ed emotivamente, e saprete affrontare meglio la situazione che avete davanti, e magari avrete anche un “insight” (un’illuminazione), che vi farà trovare la soluzione più utile per voi in quel momento.

I farmaci, servono veramente?

Un’altra soluzione per l’ansia sono i farmaci, come tutti sappiamo, che però inducono alcuni effetti collaterali che possono disturbare la persona, come un certo stordimento emotivo, una sorta di apatia costante, un senso di allontanamento da sé stessi, e altri.

E cosa ancor più importante, riducono l’energia naturale della persona, anestetizzandola e indebolendo la sua capacità di reazione e la sua forza istintuale.

Altra cosa fondamentale per imparare a gestire l’ansia rendendola utile, è l’integrazione di mente-corpo-emozioni (M-C-E), e, di conseguenza, l’aumento della consapevolezza di sé.

Integrazione Mente-Corpo-Emozioni

L’integrazione M-C-E permette l’unificazione della persona e conferisce una maggiore pienezza di sé e un aumento del potere personale.

Tale integrazione si ottiene imparando ad ascoltare il corpo e i suoi messaggi – Il Corpo e il suo linguaggio 1

Un’altra cosa da capire è che ansia e stress sono reazioni difensive che mettiamo in atto per evitare di fermarci e affrontare direttamente le questioni sottostanti.

Spesso infatti, l’ansia è una copertura di altre emozioni più profonde e vissute come “pericolose” dalla persona, che quindi le “sostituisce” con reazioni di ansia e stress-correlato.

Indicativamente posso dire che le emozioni che maggiormente evitiamo di sentire sono la sofferenza e la paura, e a volte anche la rabbia.

Se non ci è mai stato permesso di arrabbiarci, bisognerebbe indagare meglio per capire bene due cose: 1) qual è l’emozione sottostante; 2) quali sono le sue origini.

Comprendere questi particolari, permette alla persona di superare il bisogno di sostituire con l’ansia queste emozioni, vivendole per quello che sono, e liberando molta dell’energia ad esse collegata.

Infatti, nel nascondere tali emozioni,  coprendole con l’ansia, si consuma parecchia energia psichica, che viene così tolta all’organismo.

La stanchezza, la mancanza di entusiasmo, la depressione, e molta altra sintomatologia fisiologica e psichica, sono solo effetti secondari di questo processo di sostituzione.

La Sincronizzazione Cerebrale

Un ultimo aspetto di cui tenere conto è la mancanza di una costante sincronizzazione cerebrale: l’uso prevalente dell’emisfero sx, determina un eccesso di razionalità, che è accompagnata dal bisogno di esercitare controllo sulle cose, sulle persone, compresi sé stessi, e sulla realtà.

Il bisogno di controllo induce livelli di ansia crescenti che vanno di gran lunga a superare quelli fisiologici, perché il controllo sulla realtà non è realistico, e porta con sé vissuti di inadeguatezza e di paura.

E la paura è una di quelle emozioni che solitamente ci rifiutiamo di sperimentare.

Maggiore sincronicità cerebrale c’è, minori sono i livelli di ansia, e minore è anche il bisogno di controllo, mentre aumentano l’integrazione mente-corpo, la sensazione del potere personale, la lucidità mentale e la serenità. Mente: come funzione e dis-funziona 

 

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